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Spirito Santo

Spirito Santo
Vieni....

Corpus Domini

Corpus Domini

Nel Corpo e nel Sangue di Gesù

Ciascun uomo possa "sentire e gustare" la presenza di Gesù e Maria, SS. Madre della Pentecoste, nella propria vita, in ogni attimo della propria giornata.

Nello Splendore della Resurrezione del Signore l'uomo trovi la sua vera dimensione e riesca ad esprimerla con Amore e Carità.

Maria SS. di Montevergine

S. Ignazio di Loyola

S. Ignazio di Loyola

S. Rita

S. Rita

S. Lucia

S. Lucia

Camminiamo sulla strada

martedì 14 luglio 2009

Santi del giorno 14 luglio 2009

San Camillo de Lellis, Sacerdote
Bucchianico (Chieti), 25 maggio 1550 - Roma, 14 luglio 1614
Di nobile famiglia, fu soldato di ventura. Persi i suoi averi al gioco, si mise a servizio dei Cappuccini di Manfredonia. Convertitosi ed entrato nell'Ordine, per curare una piaga riapertasi tornò a Roma nell'ospedale di San Giacomo degli Incurabili, dove si dedicò soprattutto ai malati. Si consacrò a Cristo Crocifisso, riprese gli studi al Collegio Romano e, divenuto sacerdote, fondò la "Compagnia dei ministri degli infermi", oggi in tutto il mondo. Il suo ordine si distinse da altri simili non solo per la croce rossa sul petto ma per lo spirito della sua opera legata alla carità misericordiosa. Egli pose attenzione unicamente malati, ponendo le basi alla figura dell'infermiere e del cappellano quali li vediamo oggi.
Altri Santi del giorno
Beato Bonifacio di Savoia Monaco certosino e arcivescovo di Canterbury
San Ciro di Cartagine Vescovo e martire
San Francesco Solano
San Giusto Martire
San Guido (Wido) d'Acqui Vescovo
Beato Hroznata (Hrornata) Martire premostratense
San Liberto Martire venerato a Saint-Trond
Santa Lupercilla
Santa Toscana Vedova

lunedì 13 luglio 2009

Santi del giorno 13 luglio 2009

Sant' Enrico II, Imperatore
973 - Bamberga, Germania, 13 luglio 1024
Duca di Baviera, fu coronato imperatore nel 1014 da Benedetto VIII. Insieme con la sposa santa Cunegonda ispirò la sua vita ad un alto modello di religiosità e integrità di costumi. Regnò, sollecito del benessere del suo popolo, attento sempre a promuoverne l'elevazione umana e cristiana. Dietro sua insistenza il papa Benedetto VIII prescrisse il Credo nella Messa delle domeniche e delle feste principali.
Altri Santi del giorno
Sant' Anacleto
Beato Carlos Manuel Rodríguez Santiago Laico portoricano
Santa Clelia Barbieri
Beato Giacomo (Iacopo) da Varazze Arcivescovo di Genova
Santa Giovanna Fernandez Solar (Teresa di Gesù delle Ande)
San Sila - Silvano Discepolo degli Apostoli
Santa Teresa di Gesù (di Los Andes) Monaca carmelitana

sabato 11 luglio 2009

Santi del giorno 12 luglio 2009

San Giovanni Gualberto, Abate
Firenze, 985/995 - Passignano Val di Pesa (FI), 12 luglio 1073

I dati certi sulla sua vita, al di là della leggenda, sono pochi. Monaco di San Miniato, dopo aver denunciato il proprio abate per simonia, abbandonò il convento alla ricerca di un nuovo monastero. Giunto a Vallombrosa, un luogo isolato sull' Appennino, con l'appoggio dell'abate di Settimo, diede origine con i monaci che avevano abbandonato S. Miniato, ad una comunità che si ingrandì anche per il sopraggiungere di laici da Firenze. Accettata con riluttanza la carica di abate, Giovanni fondò l'Ordine dei Vallombrosani. Egli volle ritornare agli insegnamenti degli Apostoli, dei Padri della Chiesa, di San Basilio e di San Benedetto, accentuando gli aspetti della povertà e del lavoro manuale, impegnandosi decisamente e direttamente alla riforma dei monasteri.
Altri Santi del giorno
Sant' Arduino di Fontenelle
Sant' Ermagora di Aquileia Vescovo
San Felice Martire
San Fortunato Diacono e martire
San Giovanni Jones
San Giovanni Wall
San Leone I Secondo Abate di Cava
Santa Marciana di Cesarea di Mauritania Martire
Beato Mariano di Gesù Euse Hoyos
San Nabore Martire
San Paolino di Lucca Vescovo e martire
Santa Veronica Pia donna

venerdì 10 luglio 2009

Santi del giorno 11 luglio 2009

San Benedetto da Norcia, Abate, patrono d'Europa
Norcia (Perugia), ca. 480 - Montecassino (Frosinone), 21 marzo 543/560

E' il patriarca del monachesimo occidentale. Dopo un periodo di solitudine presso il sacro Speco di Subiaco, passò alla forma cenobitica prima a Subiaco, poi a Montecassino. la sua Regola, che riassume la tradizione monastica orientale adattandola con saggezza e discrezione al mondo latino, apre una via nuova alla civiltà europea dopo il declino di quella romana. In questa scuola di servizio del Signore hanno un ruolo determinante la lettura meditata della parola di Dio e la lode liturgica, alternata con i ritmi del lavoro in un clima intenso di carità fraterna e di servizio reciproco. Nel solco di San Benedetto sorsero nel continente europeo e nelle isole centri di preghiera, di cultura, di promozione umana, di ospitalità per i poveri e i pellegrini. Paolo VI lo proclamò patrono d'Europa (24 ottobre 1964). La sua memoria, a causa della Quaresima, è stata trasferita dalla data tradizionale del 21 marzo, ritenuto il giorno della sua morte, all'11 luglio, giorno in cui fin dall'alto Medioevo in alcuni luoghi si faceva un particolare ricordo del santo.
Altri Santi del giorno
San Drostano di Deer Monaco
Sant' Olga di Kiev Granduchessa
San Pio I Papa e martire
San Savino Martire venerato ad Antigny

giovedì 9 luglio 2009

Santi del giorno 10 luglio 2009

Sant' Antonio Pecierskij
Lubec (presso Cernigov, Ucraina), 983 - Kiev (Ucraina), 10 luglio 1073

Antonio è il suo secondo nome, quello assunto da monaco: prima si chiamava Antipa. Pecierskij è invece una sorta di soprannome. Vuol dire "delle grotte" e si riferisce sia a quella scavata da lui come ìcellaî nella valle del Dnjepr presso Kiev, sia alle molte altre che per impulso suo scavarono via via altri uomini di preghiera, attirati in quei luoghi dalla sua fama di santità. E felici di imparare da quest'uomo che "non si mostrava mai ingiusto nè arrabbiato... ed era sempre compassionevole e silenzioso, pieno di misericordia con tutti". Perfino con i briganti: offriva benevolenza e cibo anche a loro.
Altri Santi del giorno
Sant' Amalberga Vergine
Sant' Amalberga di Maubeuge Vedova e monaca
Beato Pacifico
San Paterniano Vescovo
San Pietro (Vincioli) da Perugia Monaco
Santa Rufina Martire
Santa Seconda Martire

mercoledì 8 luglio 2009

Santi del giorno 09 luglio 2009

Santa Veronica Giuliani, Vergine
Mercatello, Urbino, 1660 - Città di Castello, 1727
Quattro delle sue sette sorelle erano clarisse ed anche Veronica entrò diciassettenne nel convento delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello, dove sostenne tutte le mansioni, da cuoca, dispensiera, infermiera a maestra delle novizie e badessa. Trasformò il monastero in una vera e propria scuola di perfezione con il suo esempio, suscitando sentimenti di emulazione in numerose sorelle. Particolarmente legata a Gesù Redentore e alla sua Passione, ebbe continue esperienze mistiche di cui non si sarebbe saputo nulla se il suo confessore non le avesse imposto di trascriverle senza rileggerle. Per più di trent'anni, così, ella scrisse sui suoi diari, che sono stati pubblicati, pagine di letteratura mistica.
Altri Santi del giorno
Santi Agostino Zhao Rong e 119 Compagni Martiri in Cina Martiri
Santa Anatolia
Sant' Audace Martire
Sant' Elia Facchini Sacerdote e martire
Santa Faustina Martire
Santa Faustina di Roma Martire
Santa Floriana di Roma Martire
Beata Giovanna Scopelli
San Giovanni da Colonia e compagni Martiri
Beata Maria di Gesù Crocifisso Petkovic Religiosa
Beata Maria Rosa Martire ad Orange
Beata Marta del Buon Angelo (Maria Cluse) Religiosa e martire
Santi Martiri di Gorcum in Olanda Martiri
San Modeste Andlauer Gesuita martire in Cina
San Nicolò Pick (Nicola Pichi), Willaldo e compagni
Santa Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù (Amabile Wisenteiner)

martedì 7 luglio 2009

Santi del giorno 08 luglio 2009

Sant' Adriano III, Papa
IX secolo - Nonantola, 885

Della sua vita si sa poco. Il "Liber Pontificalis" ci dice che era romano e che governò la Chiesa solo per un anno dall'884 all'885. Mantenne un atteggiamento conciliante con il patriarca di Costantinopoli Fozio e, invitato da Carlo il Grosso - successore di Carlo Magno - alla Dieta di Worms, morì durante il viaggio. L'imperatore aveva chiamato il pontefice, poiché la sua presenza avrebbe sanzionato l'autorità imperiale dell'erede del Sacro Romano Impero. È sepolto presso il monastero di Nonantola, nel Modenese.
Altri Santi del giorno
Beato Adriano Fortesque Martire, domenicano
Sant' Alberto da Genova Sec. XII
Sant' Aquila (A. e Priscilla)
Sant' Edgaro il Pacifico Re d'Inghilterra
Beato Eugenio III Papa
Beato Giulio Monaco di Montevergine
Sant' Illuminato da Rieti Eremita in Umbria
San Lorenzo Illuminatore di Farfa Abate
Santa Priscilla (Aquila e P.)
San Procopio di Cesarea di Palestina Martire

lunedì 6 luglio 2009

Santi del giorno 07 luglio 2009

Beato Benedetto XI, Papa
Treviso, 1240 - 1304

Domenicano, apprezzato per la sua umiltà e la sua pietà, divenuto Provinciale della Lombardia, riuscì a mettere pace tra i Domenicani e la città di Parma. Eletto nel capitolo di Strasburgo, promosse una tregua tra Edoardo I d'Inghilterra e Filippo il Bello. Nominato cardinale da Bonifacio VIII, non riuscì ad evitare che questi emanasse la Bolla che vietava agli ordini mendicanti di predicare e confessare fuori dai propri conventi. Nonostante ciò, si mantenne fedele a Bonifacio VIII durante il triste periodo di Anagni. Una volta papa entrò di fermare la lotta tra Filippo il Bello e i Colonna. Accortosi che l'opera di pacificazione era difficile in Roma, si trasferì a Perugia dove morì dopo una vita dedicata a comporre i dissidi che laceravano il suo secolo.
Altri Santi del giorno
San Claudio Martire
Sant' Illidio di Clermont Vescovo
Beata Maria Romero Meneses
Beato Oddino Barotti
Beato Pietro To Rot Martire della Papuasia
San Villibaldo

domenica 5 luglio 2009

Santi del giorno 06 luglio 2009

Santa Maria Goretti, Vergine e martire
Corinaldo (Ancona), 1890 - Nettuno, Roma, 6 luglio 1902
Maria emigrò con la famiglia a ferriere di Conca (Latina) dove ancora dodicenne, vittima di una crudele aggressione, preferì morire piuttosto che perdere la sua verginità. Fu canonizzata da Pio XII nel 1950, presente il suo aggressore al quale prima di spirare aveva perdonato.
Altri Santi del giorno
Santa Domenica (Ciriaca) Venerata a Tropea
Sant' Isaia Profeta
Beata Maria Teresa Ledochowska Vergine
San Palladio Vescovo degli Scoti
San Romolo di Fiesole Vescovo e martire
San Tranquillino di Roma Martire

Santi del giorno 05 luglio 2009

Sant' Antonio Maria Zaccaria, Sacerdote
Cremona, 1502 - Cremona, 5 luglio 1539
Si laureò di medicina, e divenuto sacerdote, per supplire alle carenze di sacerdoti si diede alla formazione di gruppi spirituale di laici. A Milano diede nuovo impulso alle Agostiniane di San Marta, fondando i Figlioli di san Paolo (detti Barnabiti dal nome della loro prima chiesa), le Angeliche di San Paolo (non vincolate alla clausura e votate all'apostolato diretto) e i Maritati di San Paolo che affiancavano i religiosi. A lui si devono l'esposizione "pubblica e solenne" delle Quarantore, la parola di Dio portata anche nei crocicchi, le quotidiane conferenze spirituali, le missioni popolari permanenti e la riforma dei monasteri. La sua visione moderna dell'apostolato, che gli creò problemi in vita è oggi una realtà.
Altri Santi del giorno
Sant' Agatone Martire
Sant' Atanasio di Gerusalemme Diacono e martire
Sant' Atanasio l'Atonita
Beato Elia di Bourdeilles Vescovo
Santa Filomena Venerata a Sanseverino Marche
Santa Trifina Martire

sabato 4 luglio 2009

Santi del giorno 04 luglio 2009

Sant'Elisabetta di Portogallo
Saragozza (Spagna), 1271 - Estremoz (Portogallo), 4 luglio 1336

Figlia di Pietro, futuro re d'Aragona, e sposa dodicenne di Dionigi re di Portogallo, sostenne con eroica abnegazione prove e difficoltà, e agì come angelo di pace per appianare gravi dissidi sorti nell'ambito della famiglia e del regno. Rimasta vedova (1325) e divenuta terziaria francescana, visse gli ultimi anni nel colloquio con Dio e nella carità verso i poveri.
Altri Santi del giorno
Sant' Alberto Quadrelli da Rivolta Vescovo
Sant' Elia I Patriarca di Gerusalemme
Sant' Eliodoro Vescovo
Sant' Osea Profeta
Beato Piergiorgio Frassati Laico
San Procopio Abate di Sazava
Beato Ubaldo da Sansepolcro

venerdì 3 luglio 2009

Chiara Lubich

fondatrice
"La penna non sa quello che dovrà scrivere. Il pennello non sa quello che dovrà dipingere. Così, quando Dio prende in mano una creatura per far sorgere nella Chiesa qualche sua opera, la persona non sa quello che dovrà fare. E’ uno strumento. Gli strumenti di Dio in genere hanno una caratteristica: la piccolezza, la debolezza… “perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio”. E mentre lo strumento si muove nelle mani di Dio, Egli lo forma con mille e mille accorgimenti dolorosi e gioiosi. Così lo fa sempre più atto al lavoro che deve svolgere. E può dire con competenza: io sono nulla, Dio è tutto.”
Queste righe ben sintetizzano una vita, la vita di Chiara Lubich. E’ questa la premessa che ha fatto più volte, specie prima di comunicare in pubblico la sua testimonianza di vita, il suo ideale di unità e fratellanza universale. Di “abissi oscuri di dolore e di vette luminose di amore”, è stata costellata la sua vita, sino all’ultimo. Per condividere fino in fondo la notte che adombra oggi tanta parte dell’umanità e irradiare la luce “folgorante” di Dio Amore, balenata per il dono di un carisma, sin dagli anni bui del secondo conflitto mondiale.
Di Chiara, nel momento della conclusione del viaggio terreno, il 14 marzo 2008, sono proprio la luce e l’amore senza confini, tra le parole più ricorrenti nella miriade di messaggi giunti da tutto il mondo, da personalità e gente comune delle più diverse culture, età, credo. E nella vasta eco della stampa. La misura d’amore di una vita senza riserve, viene in rilievo, all’ultimo saluto nella Basilica di San Paolo fuori le mura, nel messaggio di Benedetto XVI letto dal cardinale Tarcisio Bertone, che nell’omelia, definisce la sua vita “un canto a Dio Amore”.
La scintilla ispiratrice: Dio Amore
E' proprio la riscoperta di Dio Amore che apre un nuovo orizzonte e imprime una direzione decisiva non solo nella vita di Chiara, ma di milioni di persone. Durante la seconda guerra mondiale, a Trento, sotto i bombardamenti che fanno crollare ogni cosa, Chiara, allora poco più che ventenne, in quel clima di odio e violenza, sperimenta l'incontro con Dio Amore, l’Unico che non crolla. Una scoperta da lei definita "folgorante", "più forte delle bombe che colpivano Trento", subito comunicata e condivisa dalle sue prime compagne. La loro vita cambia radicalmente. Sulla tomba, se fossero morte, avrebbero voluto vi fosse un’unica iscrizione: "E noi abbiamo creduto all’amore". Questa scoperta aprirà quell'orizzonte divenuto lo scopo della loro vita: concorrere ad attuare il testamento di Gesù "che tutti siano uno", il suo progetto di unità sulla famiglia umana
Il Vangelo vissuto in tutte le dimensioni della vita
Sin da allora Chiara ha l’intuizione che stava per nascere qualcosa che avrebbe raggiunto i confini del mondo, illuminato e rinnovato la società. Chiara non vede, infatti, in questa riscoperta del Vangelo un fatto solo spirituale, ma è animata dalla certezza che il Vangelo vissuto porta la più potente rivoluzione sociale: primo banco di prova, negli anni '40, tra i poveri dei quartieri più diseredati di Trento, con cui, insieme alle sue prime compagne, condivide i pochi beni. Sperimentano l'attuarsi delle promesse evangeliche: "date e vi sarà dato", "chiedete e otterrete". In piena guerra, viveri, vestiario e medicinali arrivano con inattesa abbondanza per le molte necessità.
La chiave dell'unità
Negli innumerevoli volti del dolore, delle divisioni e dei traumi dell’umanità, Chiara riconosce il volto di Cristo, dell’Uomo-Dio che sulla croce grida l’abbandono del Padre suo. In Lui trova la chiave per ricomporre l'unità con Dio e tra gli uomini. E' prima di tutto in questi volti di dolore che legge i segni della volontà di Dio che la conduce a dar vita ad un’opera, il Movimento dei Focolari che, per la varietà della sua composizione, assumerà la forma di un "popolo", di un "laboratorio" per un mondo unito nella fraternità. Chiara ripete che quest'opera "non è stata pensata solo da mente umana, ma viene dall'Alto. Sono in genere le circostanze che manifestano ciò che Dio vuole. Noi cerchiamo di seguire la Sua volontà giorno dopo giorno."
Nuove vie aperte da un nuovo carisma
Ripercorrendo le principali tappe dello sviluppo del Movimento, vengono in evidenza le vie nuove aperte da questo carisma, al di là di ogni previsione, come una risposta alle urgenze che via via emergono nell’umanità. Una nuova spiritualità nella Chiesa - Dalla risposta radicale a Dio Amore, alla scuola del Vangelo, avrà il via una nuova corrente di spiritualità, la spiritualità dell'unità, che - essendo incentrata sull’amore e sull’unità, iscritti nel DNA di ogni uomo - si rivelerà sempre più universale. In questa nuova spiritualità che nasce nella Chiesa, troverà linfa vitale un numero sempre maggiore di uomini e donne delle più diverse categorie sociali, età, razze e culture. Dopo alcuni anni, ai cattolici si uniranno cristiani di altre Chiese, ebrei, ed anche seguaci di altre religioni e persone di convinzioni non religiose, sotto le più diverse latitudini, in 182 Paesi.
Quali strumenti di unità, Chiara dà il via a movimenti specifici: per le nuove generazioni, per le famiglie, per agire nel sociale e nella Chiesa. Quale via privilegiata all’unità, si aprono fecondi dialoghi; via via, su suo impulso, nascono modelli di una nuova socialità: le cittadelle che sorgono nei 5 continenti. Per diffondere la cultura dell’unità, si moltiplicano i mezzi di comunicazione sociale: case editrici, riviste, centri audiovisivi, siti internet.
Nuove prospettive nei più diversi ambiti della società sono da lei aperte a partire dagli anni '90, come quella economica, quando nel 1991, di fronte agli enormi squilibri sociali del Brasile, dà vita al progetto dell’Economia di comunione; e quella politica, con la nascita nel 1996 del Movimento politico per l’unità, che propone a politici delle più diverse estrazioni partitiche, la fraternità quale categoria politica, in vista del bene comune.
Un Sì, segna un nuovo inizio
Chiara Lubich nasce a Trento il 22 gennaio 1920. Durante il fascismo vive anni di povertà: il padre socialista perde il lavoro a causa delle sue idee. Per mantenersi agli studi, sin da giovanissima dà lezioni private. Il suo nome di battesimo è Silvia. Assumerà quello di Chiara, affascinata dalla radicalità evangelica di Chiara d'Assisi. Il 7 dicembre 1943 Chiara pronuncia il suo sì per sempre a Dio nella chiesetta dei Cappuccini di Trento. Era sola. Aveva 23 anni. Non vi era ancora alcun presagio di ciò che sarebbe nato. Gli inizi del Movimento sono segnati convenzionalmente da questa data. Ricerca della Verità, ricerca di Dio - Questa scelta radicale segna la prima tappa di un cammino alla ricerca appassionata della Verità, di una conoscenza più profonda di Dio. Per trovarvi risposta, dopo essersi diplomata maestra elementare, si era iscritta alla facoltà di filosofia presso l'Università di Venezia. Ma non aveva potuto continuare gli studi, prima a motivo della guerra e poi per sostenere lo sviluppo del movimento nascente. Intuisce che troverà risposta in Gesù che aveva detto di sé: "Io sono la Via, la Verità e la Vita". Sarà Lui il suo Maestro.Loreto, un prodromo della sua avventura spirituale. Partecipando, nel 1939, a Loreto ad un corso per giovani di Azione cattolica, nel Santuario dove è custodita, secondo la tradizione, la casetta di Nazareth che aveva ospitato la Sacra famiglia, intuisce quale sarà la sua vocazione: una riproduzione della famiglia di Nazareth, una nuova vocazione nella Chiesa, e che molti avrebbero seguito questa via.
Nella Chiesa cattolica
La prima udienza con il Papa - Nel 1964 Chiara è ricevuta per la prima volta in udienza dal Papa, allora Paolo VI, che riconosce nel Movimento un’ "Opera di Dio". Da quel momento, si moltiplicano – con Paolo VI prima e Giovanni Paolo II poi – udienze private e pubbliche, e loro interventi in occasione delle manifestazioni internazionali.
Nel 1984 Giovanni Paolo II visita il Centro internazionale di Rocca di Papa. Riconosce nel Movimento i lineamenti della Chiesa del Concilio, e nel suo carisma un'espressione del "radicalismo dell'amore" che caratterizza i doni dello Spirito nella storia della Chiesa.
Da Pentecoste '98, inizio di un cammino di comunione tra movimenti e nuove comunità - Al primo grande incontro dei movimenti ecclesiali e nuove comunità, la vigilia di Pentecoste ’98 in piazza San Pietro, Giovanni Paolo II riconosce operante in queste nuove realtà ecclesiali la risposta dello Spirito al processo di scristianizzazione in atto e chiede loro "frutti maturi di comunione e di impegno". Intervenendo, insieme ad altri 3 fondatori, Chiara Lubich gli assicura l'impegno di contribuire a realizzare questa comunione "con tutte le nostre forze". Da allora inizia un cammino di fraternità e comunione tra molti movimenti e nuove comunità nel mondo.
Ai Sinodi e alle Assemblee delle Conferenze episcopali - Partecipa, in Vaticano, a vari Sinodi dei vescovi: per il XX anniversario del Concilio Vaticano II (1985), sulla vocazione e missione del laicato (1987), e sull'Europa (1990 e 1999). Chiara è nominata Consultrice del Pontificio Consiglio per i Laici (1985).
Nel 1997 è invitata a presentare il Movimento all'Assemblea generale della Conferenza episcopale a Manila, nelle Filippine. Negli anni seguenti è invitata dalle Conferenze episcopali di: Taiwan, Svizzera, Argentina, Brasile, Croazia, Polonia, India, Cechia, Slovacchia, Austria.
Ecumenismo
La pagina ecumenica del Movimento si apre nel 1961, nel tempo in cui Papa Giovanni XXIII pone l'unità dei cristiani tra i primi scopi del Concilio, da lui annunciato nel 1959: Chiara comunica l'esperienza di Vangelo vissuto nel Movimento ad un incontro con un gruppo evangelico-luterano, a Darmstadt, in Germania. Segnerà l'inizio della diffusione della spiritualità dell'unità nelle diverse Chiese. Pochi anni dopo si avviano rapporti personali:
nel mondo ortodosso, con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Atenagora I, e poi con i suoi successori; nella Comunione anglicana, dapprima con l'arcivescovo anglicano di Canterbury, Ramsey, sino all'attuale, Rowan Williams; nel mondo evangelico-luterano, con l’allora Presidente della Federazione luterana mondiale, il vescovo Christian Krause, e con i Segretari generali che si succedono al Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra. Tutti incoraggiano la diffusione della spiritualità dell’unità nelle diverse Chiese.
Dialogo interreligioso
Di fronte alle sfide della società sempre più multiculturale e multireligiosa, si evidenziano i frutti di pace del dialogo con seguaci delle diverse religioni avviato sin dagli anni '70. Chiara e il Movimento instaurano non solo contatti con singole personalità o seguaci delle diverse religioni, ma anche con interi movimenti.
Buddisti - Prima donna cristiana, Chiara Lubich espone la sua esperienza spirituale, nel 1981 in un tempio a Tokyo di fronte a 10.000 buddisti, e nel 1997 in Tailandia a monache e monaci buddisti. Musulmani - qualche mese dopo, nella storica Moschea ‘Malcolm X’ di Harlem a New York, di fronte a 3000 musulmani afro-americani; Ebrei - Nello stesso anno a Buenos Aires è ospite di organizzazioni ebraiche. Indù - Nel 2001 sarà in India: si aprirà una nuova pagina nel dialogo del Movimento con il mondo indù. Nel 1994 è nominata tra i presidenti onorari della Conferenza mondiale delle Religioni per la pace (WCRP).
In campo civile
Sin dagli inizi, la pacifica rivoluzione evangelica che ha il via da Trento suscita l’interesse anche di persone senza una fede religiosa. Con il mondo laico si svilupperà un dialogo sulla base dei grandi valori umani come solidarietà, fraternità, giustizia, pace e unità tra singoli, gruppi e popoli.
Chiara è invitata a parlare dell'unità dei popoli ad un Simposio al Palazzo di Vetro dell'ONU nel maggio '97. Interviene a Berna alla celebrazione per il 150° della Costituzione Svizzera (marzo '98). A Strasburgo presenta l’impegno sociale e politico del Movimento ad un gruppo di deputati del parlamento Europeo (settembre ’98). Ancora a Strasburgo interviene alla Conferenza per il 50° del Consiglio d'Europa su "Società di mercato, democrazia, cittadinanza e solidarietà", presentando l'esperienza dell'Economia di Comunione (giugno 1999). A Innsbruck al Convegno "1000 città per l'Europa", parla dello "Spirito di fratellanza nella politica, come chiave dell’unità dell’Europa e del mondo" alla presenza di numerosi sindaci, di alti esponenti della politica europea e dielle massime autorità austriache (novembre 2001).
L’opera di unità, di pace e dialogo tra popoli religioni e culture promossa da Chiara Lubich viene riconosciuta pubblicamente da parte di organismi internazionali, culturali e religiosi: dal Premio Templeton per il progresso della religione (1977), al Premio Unesco '96 per l’Educazione alla pace, a quello per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa (1998), dalle lauree h.c., conferitele da Università di diversi Paesi, alle cittadinanze onorarie. E ancora riconoscimenti da parte di grandi religioni e di capi di diverse Chiese.
Uno strumento in mano all'Artista
La mia testimonianza di vita e di fede va di pari passo con la fondazione e lo sviluppo del Movimento dei Focolari. E' un'esperienza forse un po' singolare.Quando Dio prende in mano una creatura, per far sorgere nella Chiesa qualche sua opera, la persona non sa quello che dovrà fare. E' uno strumento. E questo, penso, può essere il caso mio.
Il Movimento, che ne è nato, ha le qualità proprie di un'opera di Dio: unità incondizionata alla gerarchia della Chiesa, fecondità e diffusione sproporzionate ad ogni forza o genio umano, croci, croci, croci, ma anche frutti, frutti, abbondantissimi frutti.
E gli strumenti di Dio in genere hanno una caratteristica: la piccolezza, la debolezza. Dice Paolo che "Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole... Dio ha scelto... ciò che è nulla... perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio" (1 Cor 1,27-29). E mentre lo strumento si muove nelle mani di Dio, Egli lo forma con mille e mille accorgimenti dolorosi e gioiosi. Così lo fa sempre più atto al lavoro che deve svolgere. Finché, acquistata una profonda conoscenza di sé ed una certa intuizione di Dio, può dire con competenza: io sono nulla, Dio è tutto.
Quando tutto iniziò a Trento io non avevo un programma, non sapevo nulla. L'idea dell'Opera era in Dio, il progetto in Cielo. Così all'inizio. Così durante gli oltre 60 anni di sviluppo del Movimento dei Focolari
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Santi del giorno 03 luglio 2009

San Tommaso, Apostolo
Palestina - India meridionale (?), primo secolo dell'èra cristiana

Probabilmente pescatori anche lui come gli altri apostoli, secondo Eusebio sarebbe uno degli apostoli che Papia interroga sulla dottrina di Gesù. Nel quarto Vangelo è chiamato anche Didimo che significa "gemello". Tommaso è l'apostolo che espresse la solidarietà al Cristo nell'ultimo viaggio verso Gerusalemme con le parole: "Andiamo anche noi a morire con lui". Fu in seguito a sua domanda sulla via al Padre che il Signore affermò: "Io sono la via, la verità e la vita". Riparò alla sua incredulità sulla risurrezione del Signore con la professione di fede fatta otto giorni dopo: "Mio Signore e mio Dio".
Altri Santi del giorno
San Germano di Man Vescovo
San Leone II Papa
Beata Maria Anna Mogas Fontcuberta
FondatriceSan Raymond Gayrard Canonico di St. Sernin

giovedì 2 luglio 2009

Santi del giorno 02 luglio 2009

San Bernardino Realino, Sacerdote
Carpi (MO), 1 dicembre 1530 - Lecce, 2 luglio 1616

Fece studi umanistici nell'Accademia di Modena, quindi studiò filosofia e medicina a Bologna, laureandosi però in diritto civile ed ecclesiastico. Iniziata una splendida carriera amministrativa, l'abbandonò quando entrò nella Compagnia di Gesù. Ordinato sacerdote, fu subito eletto padre spirituale e maestro dei novizi. Recatosi a Lecce per fondarvi un collegio, vi rimase fino alla morte. Per la santità della sua condotta, per le sue doti intellettuali e spirituali, per i carismi che possedeva, a lui si rivolgevano da tutte le parti d'Italia persone di ogni condizione sociale, vescovi, principi, cavalieri, gente del popolo. Il consiglio municipale di Lecce gli affidò, in punto di morte, la protezione della città di cui, dopo la morte, fu dichiarato Patrono.
Altri Santi del giorno
Beata Eugenia Joubert Suora francese
San Lidano da Sezze Abate
Sant' Ottone di Bamberga Vescovo
Beato Pietro di Lussemburgo
San Swithun di Winchester Vescovo
Sant' Urbano

mercoledì 1 luglio 2009

Santi del giorno 01 luglio 2009

Sant' Aronne, Fratello di Mosè

La Bibbia è l'unica fonte su di lui. Nato in Egitto nel XIII secolo prima di Cristo, era fratello di Mosé e come lui per aver dubitato di Dio, non entrò nella Terra Promessa e morì sul monte Hor. Il suo ministero fu strettamente legato a quello del fratello. Insieme a Mosé guidò gli Ebrei fuori dall'Egitto nella peregrinazione verso la Terra Promessa. Con lui iniziò il ministero sacerdotale presso il popolo ebraico. Dio lo disegnò coadiutore di Mosé perché la sua eloquenza supplisse alle carenze del fratello nel esprimersi. La sua condotta durante la sua lunga vita non fu priva di debolezze ma, nonostante gli errori commessi, egli fu, comunque, sempre fedele al fratello e interprete della volontà di Dio. Dalla sua discendenza nacque il precursore di Gesù, Giovanni Battista.
Altri Santi del giorno
Santa Ester Regina
Sant' Eutizio (Euticio) Martire in Umbria
Beato Ferdinando Maria Baccilieri sacerdote
Beato Ignazio (Nazju) Falzon
San Nicasio Burgio Martire
Sant' Oliviero Plunkett Martire
San Teodorico di Mont-d'Or Abate
San Teodorico di St. Evroult Abate

martedì 30 giugno 2009

Santi del giorno 30 giugno 2009


Santi Primi Martiri della Chiesa Romana
sec. I, dall'anno 64

La Chiesa celebra oggi molti cristiani che, come attesta Papa Clemente, furono trucidati nei girdini vaticani da nerone dopo l'incendio di Roma (luglio 64). Anche lo storico romano Tacito nei suoi Annali dice: 'alcuni ricoperti di pelle di belve furono lasciati sbranare dai cani, altri furono crocifissi, ad altri fu appiccato il fuoco al termine del giorno in modo che servissero di illuminazione notturna'.
Altri Santi del giorno
Sant' Andronico di Roma
San Basilide di Alessandria Soldato e martire
Beato Gennaro Maria Sarnelli Redentorista
Santa Giunia di Roma
San Marziale di Limoges Vescovo e confessore
Beato Raimondo Lullo
Beato Yen (Do-Yen) (Vincenzo) Martire nel Tonchino
Beato Zenon Kovalyk Sacerdote

lunedì 29 giugno 2009

Ven.S.E.Rev.ma Mons.Antonio Augusto Intreccialagli Vescovo di Caltanissetta

Il Venerabile Mons. Antonio Augusto Intreccialagli nacque a Montecompatri (Roma) il 18 Febbraio 1852.
Entrò nell'Ordine dei Carmelitani Scalzi e vi professò la regola il 20 Gennaio 1868.
Fu ordinato sacerdote nella Cattedrale di Civitacastellana il 22 Maggio 1875.
Più volte superiore provinciale della provincia romana promosse con grande saggezza e dedizione la religiosa.
La S. Sede gli affidò delicati incarichi di fiducia fino a quando il Papa S. Pio X lo elesse alla sede vescovile di Caltanissetta il 24 Aprile 1907.
Nel 1919 fu promosso alla sede Arcivescovile di Monreale.
Uomo di Dio e pastore zelante, profuse tutte le sue energie a servizio della Chiesa e delle anime.
Morì in Monreale il 19 Settembre 1924.
La sua causa di canonizzazione iniziata nel 1952, avuto esito positivo con la dichiarazione di Sua Santità Giovanni Paolo II , con decreto del 22-01-1991 ha riconosciuro le virtù eroiche dichiarandolo così VENERABILE,
delle il 22 Gennaio 1991.

preghiera
O Gesù, Pastore e Vescovo delle anime nostre,
noi ti preghiamo per l'onore del tuo nome,
per l'edificazione del popolo cristiano,
di glorificare il Venerabile Antonio Augusto Intreccialagli,
umile, fedele e zelante tuo ministro,
concedendoci per i suoi meriti e per la sua intercessione,
la grazia che con fede ardente ti chiediamo.
Amen.

Dal sito della Provincia Romana dei Carmelitani scalzi
qualcosa in più:
Augusto è il primi di dieci figli, nato a Montecompatri (Roma) il 18 febbraio 1852 da Giuseppe e Annunziata Raffaelli.
A dieci anni fa la sua Prima Comunione, mentre, come si usava allora, appena a sei anni aveva ricevuto il sacramento della Cresima.
A quindici anni e mezzo entra al noviziato dei Padri carmelitani Scalzi in Santa Maria della Scala a Roma, prendendo il nome di fra Antonio di Gesù e l'anno seguente emette la professione semplice con i voti di obbedienza, povertà e castità.

Dopo l'anno regolare di noviziato, passò a Caprarola (VT) per gli studi di filosofia e teologia, anche se, essendo stato confiscato il Convento (1872) dovette, con i suoi compagni, essere alloggiato alla meglio nel soffitto del Palazzo Farnese. Non mancarono fame, stenti e difficoltà. Tra le caratteristiche particolari oltre la sua "condotta lodevole e irreprensibile", spiccava il buonumore.
Diventa sacerdote il 22 maggio 1875, nella cattedrale di Civita Castellana, a ventitre anni.
Dopo una breve permanenza nel Convento di Santa Maria della Vittoria in Roma per terminare gli studi alla Gregoriana, e del tempo passato di nuovo a Caprarola e a Montecompatri, è nominato Priore di Santa Maria della Scala e sei anni dopo, a soli trentanove anni è eletto Provinciale della Provincia Romana dei Carmelitani Scalzi.
Dopo il terzo triennio da Provinciale, intervallato dopo il secondo da tre anni, cominciò a ricevere incarichi nell'ambito della Chiesa universale, prima come Consultore della Congregazione dei Vescovi e dei Regolari e poi quello di Consultore della Sacra Congregazione dei Riti e membro della commissione per l'approvazione dei nuovi Istituti Religiosi femminili e Visitatore Apostolico di vari seminari e Diocesi.
Ricordiamo gli Istituti che hanno beneficiato del suo aiuto e sostegno: la Congregazione dei Salvatoriani, l'Istituto dei Pallottini, le Figlie della Misericordia e della Croce, le Suore cappuccine dell'Immacolata di Lourdes, l'Istituto delle Oblate del Divino Amore, l'Istituto delle Orsoline di Famiglia e infine l'Istituto delle Suore della Carità di Maria immacolata d'Ivrea.
Nell'aprile 1907 i Carmelitani Scalzi tennero a Roma il Capitolo per l'elezione del nuovo Preposito Generale. Papa Pio X, conoscendo le doti del P. Antonio di Gesù, ed il suo attaccamento alla Santa Sede, espresse ai Padri Capitolari il desiderio che a questa carica venisse eletto lui, che tante prove aveva offerto di capacità e di saggezza. Ma i disegni di Dio, in quel caso, non coincisero con quelli del Papa e P. Antonio non fu eletto Superiore Generale. "Non l'hanno voluto loro - disse Pio X - allora me lo prendo io. E nel pomeriggio di quello stesso giorno, il 20 aprile, scrisse di suo pugno un biglietto con il quale nominava
Padre Antonio Vescovo di Caltanissetta.
Corse terrorizzato dal Papa a scongiurarlo di risparmiargli quella grossa croce.- lo ne ho una più grossa della vostra! - gli rispose Pio X. - Ma io - osservò P. Antonio - non ho mai fatto il Vescovo. - - Anch'io - esclamò il S. Padre - non ho mai fatto il Papa. - E aggiunse paternamente - Andate a Caltanissetta e farete tanto bene! -- Santità - fece notare ancora l'umile carmelitano - Voi sapete che, secondo il Codice, i Vescovi devono predicare. Se non sanno predicare, non possono essere Vescovi. lo, Santità, non so predicare, non ho parola facile, perciò non posso essere Vescovo! -- Non sapete predicare? - concluse Pio X - Allora vi ordino di scrivere i vostri discorsi e di leggerli. Perciò potete essere un perfetto Vescovo! -Egli stesso scriverà in una lettera del 10 Maggio del 1907: «Provai molta difficoltà di piegare la testa al primo annunzio della destinazione a Vescovo. Non reputai lecito di insistere ancora nella rinuncia, dal momento che il Vicario di Gesù Cristo mi fece manifesta la sua risoluta volontà, nella quale ravvisai la Volontà di Dio». Alla delegazione di Caltanissetta, recatasi l'indomani della sua Consacrazione a ringraziare il Papa, per aver loro dato Mons. Intreccialagli come Vescovo, S. Pio X rispose: «Non vi ho dato un Vescovo, ma un Santo!» E aggiunse che dovevano ringraziare «Iddio e ricevere il prezioso dono come dal Cielo. E, però, doversi da tutti i fedeli diocesani ritenersi come tale e tutelarlo come cosa di inestimabile valore...»
Nel suo primo messaggio alla sua Diocesi diceva: "Vengo a voi, per vivere della vostra vita, per partecipare alle vostre gioie e ai vostri dolori, per guidarvi nella via della Verità, della Giustizia e della Pace…"
E al clero: «Cammineremo secondo la nostra vocazione, quando saremo tutti intenti a santificare noi stessi e a renderci istruiti ed atti a zelare efficacemente il bene spirituale del prossimo...»C'è in queste parole tutto un programma di vita e di santificazione che il Vescovo vuole realizzare per il bene delle anime.
Il clero rispose generosamente ai suoi inviti e alle sue sollecitazioni. Pur avendo trovato tra i preti dolorose divisioni, egli si adoperò, perché i suoi sacerdoti di- mostrassero ai fedeli «quanto è bello e giocondo che i fratelli stiano uniti» nella carità
.«Il mio nome è lntreccialagli - soleva ripetere - ma il mio desiderio ardente è di intrecciare i cuori dei miei Sacerdoti!».
Si dimostrò così un padre provvido, che curava innanzitutto la formazione spirituale e provvedeva alla vita materiale e preveniva i bisogni dei Sacerdoti in necessità.Volle la Lega Pro Clero, perché i fedeli collaborassero con la preghiera, il sacrificio e l'offerta alla santificazione dei Sacerdoti e curò l'Unione Missionaria del Clero.Le sue «attenzioni per le opere cattoliche e per le altre istituzioni diocesane furono grandissime», «curò anche il finanziamento degli orfanotrofi e degli istituti femminili della Diocesi» e «non lasciò mai nulla di intentato, perché l'Azione Cattolica nella sua diocesi si sviluppasse e si consolidasse sempre più...». Si distinse anche per il suo impegno in campo sociale. Curò che le Casse Rurali e le Cooperative «si mantenessero nello spirito nel quale erano sorte: come mezzo cioè di elevazione economica e sociale, ma sempre nello spirito cristiano».Si recava spesso a visitare le solfatare, dove tanti suoi figli, anche assai giovani, lavoravano duramente, per un tozzo di pane.
«Andava presso le miniere di Trabonella e Testasecca e in quelle di Trabia Tallarita e aspettava all'imboccatura dei pozzi che i minatori uscissero dal sotto suolo, per dare loro il conforto del suo saluto e della sua solidarietà».«Si intratteneva con essi sulle condizioni delle loro famiglie - ricorda il figlio di uno di loro - e mio padre diceva ancora che ogni volta elargiva l'offerta di almeno 10 lire a ciascuno degli operai più poveri.Si interessò perché sorgessero nelle predette miniere cappelle, per dare la possibilità ai minatori di adempiere il precetto della Messa domenicale...»Dopo il catastrofico terremoto di Messina e Reggio fece accogliere diverse famiglie terremotate nella sua diocesi e da parte sua cercò di aiutarle con tutti i mezzi a sua disposizione.In quegli anni molte famiglie siciliane, data la grande miseria che incombeva sull'isola, furono costrette ad emigrare in America, per cercare lavoro. Anche a molte di esse la sua carità venne incontro, pagando di tasca sua il viaggio per tutta la famiglia.
Papa Pio X non dimenticava il «Suo P. Antonio», quel Carmelitano che nel cuore della Sicilia «faceva rifiorire il deserto».E il 24 Luglio del 1911 scrisse per lui un altro biglietto, con il quale lo nominava Amministratore Apostolico di Monreale, dato che l'Arcivescovo della cittadina normanna mons. Domenico Gaspare Lancia di Brolo, aveva raggiunto la veneranda età di 92 anni e non era più in grado di reggere l'Archidiocesi.Per mons. Intreccialagli ubbidire era come respirare e, davanti al biglietto del Papa, disse ancora una volta di sì.«La sua resistenza fisica - fu scritto di lui - corroborata da una volontà decisa, da una abitudine ferma, dal rigido ascetismo del Carmelo, gli permetteva il riposo di poche ore notturne.. Di regola era in piedi in tutte le stagioni alle ore quattro... attendeva alla preghiera... alle cinque celebrava il santo Sacrificio nella cappella privata, impiegava le prime ore del giorno a sbrigare la corrispondenza... Poi iniziava le udienze, affrontando con serenità e sagacia i problemi che gli venivano presentati...» Si svolgeva così la giornata attiva di questo Vescovo contemplativo, tutto proteso all'unione con Dio, che realizzava senza soste nell'incontro e nel servizio dei suoi figli.A questo Pastore sollecito e zelante la posta portava sempre qualche nuovo incarico, qualche nuovo lavoro. Ormai li conosceva bene quei biglietti provenienti dalla S. Sede e che recavano il timbro della Volontà di Dio.Il 16 Marzo del 1914 veniva eletto Arcivescovo Titolare di Sardica e Coadiutore con diritto di successione a Monreale.«Al suo arrivo a Monreale come Coadiutore, la situazione era alquanto scossa e difficile, a causa sia della tarda età del precedente Arcivescovo, sia per gli effetti della dottrina modernistica che, sia pure limitatamente, aveva procurato nel Clero incomprensioni ed abusi». Inoltre, dovette usare «molta prudenza, data la particolare situazione del capoluogo dell' Archidiocesi, in cui erano contemporaneamente presenti tre Arcivescovi: lui, mons. Lancia di Brolo e mons. Fiorenza, già Arcivescovo di Siracusa e allora rettore del Seminario». «Circondò di sommo rispetto e di venerazione il vecchio Arcivescovo mons. Domenico Gaspare Lancia di Brolo. E quando seppe che si pensava da parte del potere civile di interdirlo per la tarda età di 92 anni, intervenne energicamente con una vigorosa lettera al Procuratore del Re, per impedire tanta ed immeritata umiliazione ad un Venerando Pastore».Per oltre dieci anni egli attese al governo delle due Diocesi con grande impegno e ammirabile spirito di sacrificio.
Il 31 Luglio 1919 morì all'età di 94 anni l'Arcivescovo di Monreale mons. Gaspare Lancia di Brolo e P. Antonio fu promosso a quella sede Metropolitana. Soddisfazione a Monreale, sgomento e pena a Caltanissetta.Cosa passava nell'animo dell'interessato? Così si esprimeva in una lettera:«Il mio desiderio sarebbe di tornare al chiostro... Il Santo Padre lo sa; non so se egli mi esaudirà. Se non mi esaudirà, farò la volontà di lui, riconoscendo in essa la volontà del Signore...» Certo, non è indifferente dinanzi alla nuova situazione, se nella stessa lettera scrive: «... non sono io che vado, ma è il Signore che vuole che colà mi sacrifichi... La mia povera umanità soffre al cambiamento tanto sensibile da Caltanissetta a Monreale. Ma bisogna soffrire, per meritare qualche cosa...».
Provò non poche difficoltà con il clero. «Voi meritereste di essere preso a calci!» disse un giorno ad un prete che faceva da capomafia, dopo averIo paternamente, ma alquanto duramente posto di fronte alle sue responsabilità. Quelle parole dure, ma temperate dalla sua bontà, scossero profondamente quel sacerdote, spingendolo ad una conversione sincera. Dopo qualche tempo, lo stesso Arcivescovo, accertatone il cambiamento di vita, lo nominò parroco.Un altro sacerdote che era stato sospeso «a divinis» per alcuni giorni, presentatosi all' Arcivescovo, per chiedergli scusa, si vide consegnare una busta con denaro dal suo Pastore che gli disse paternamente: «Questa è la elemosina delle Sante Messe che avreste dovuto celebrare durante i giorni della sospensione». Ancora un'altra volta che aveva minacciato una sospensione ad un sacerdote, ad un confratello che si era presentato a lui, per intercedere per il colpevole, l'Arcivescovo rispose: «Figlio mio, è da tre notti che non dormo, pensando che debbo dare una punizione ad un sacerdote!» E desistette dal prendere quel provvedimento.Questi suoi modi di fare gli conquistarono poco a poco i cuori dei Sacerdoti e dei fedeli.Il grave problema della mafia fu combattuto da mons. Intreccialagli a modo suo, senza cioè troppi strombazzamenti, ma affrontando direttamente uomini e situazioni.E quando la mafia, voleva costringerlo ad affidare l'arcipretura di un paese ad un sacerdote assolutamente non idoneo, l'Arcivescovo fu irremovibile con stupore e ammirazione della stessa mafia.«Costoro - diceva - non sanno cosa voglia dire Vescovo; nessuno mi farà mai piegare a detrimento dei miei doveri e da me si viene, per farmi capitolare dinanzi ai doveri della giustizia e della carità. La vita sì, se la vogliono, l'anima no!»«Giustizia e Pace» era il suo motto episcopale e non venne mai meno ai suoi doveri e impegni pastorali.«Fu veramente il padre amorevole di tutti, che si impegnò costantemente a riabilitare e valorizzare opere e persone, a ricercare laboriosamente la verità e a interpretare benignamente ogni azione.La gente guardava ammirata il suo Arcivescovo che usava i mezzi pubblici, che camminava per le strade, salutando per primo.A chi faceva notare che non si confaceva ad un Arcivescovo «andare in tram» aggiungendo che il suo predecessore di carrozze ne aveva più di una, egli rispondeva che il denaro serviva per i poveri e per il seminario.E per i poveri ebbe un amore quasi di venerazione. A chi aveva l’incarico di annunziarne le visite, proibì di licenziarli, e se fossero stati in molti, li introducesse tutti in una volta.
Si può dire che visse sempre in maniera autentica il suo voto di povertà, e questo lo faceva sentire ancor più vicino ai «suoi poveri».
La forza di questa sublime testimonianza la prendeva dalla preghiera. Il custode della Cattedrale testimoniò che l’Arcivescovo spesso, attraverso la porta interna dell'Episcopio, scendeva in Cattedrale, dopo la chiusura, solo, con i sandali e qualche volta a piedi nudi, e si intratteneva per parecchio tempo davanti al Santissimo.Questa figura, prostrata davanti al Tabernacolo in preghiera è l'immagine più vera del grande Arcivescovo di Monreale.«Ci riposeremo in Cielo» era solito ripetere a chi lo invitava a «moderarsi nel lavoro». Egli «aveva dimenticato se stesso, per servire gli altri» e adesso avvertiva il peso degli anni. «lo mi trovo bene - scriveva nel 1921 - ma con 70 anni sulle spalle... Vorrei «cursum consummare» in un convento, ma mi farà il Signore questa grazia?..»
Di malanni ne aveva parecchi che nelle lettere chiamava "passeggeri". Ma è evidente che questi disturbi, col passare degli anni e non sempre debitamente curati, si fecero sempre più pesanti.
I medici gli consigliavano riposo e aria salubre. Si fermò, ai primi di Giugno 1924 nella sua Montecompatri, ma in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale, nel Settembre del 1924, tornò a Palermo.
Ormai allettato volle ugualmente partecipare alla solenne Ora di adorazione in ginocchio dinanzi al SS.mo Sacramento. Aveva voluto anche tenere i Vespri Pontificali la vigilia dell' 8 Settembre, festa della Natività di Maria, nonostante il divieto dei medici.Ormai stremato dalle sofferenze, faceva fatica persino ad ingoiare, tanto che alla suora che gli chiedeva se soffrisse molto, rispose con un filo di voce: «soffro: è terribile!» e ripeteva senza sosta: «mio Dio, mio Dio...»A chi delicatamente gli faceva notare che non sempre si era curato della sua salute, rispose: «È vero, mi sono trascurato, ma che volete? Un Vescovo ha dei doveri molto superiori alla sua salute...»Volle ricevere, il 12 Settembre, il Santo Viatico, seduto sulla sponda del letto, vestito dall' abito religioso. Prima di ricevere l'Ostia Santa dal suo Vicario Generale, chiese perdono agli astanti, quasi non avesse saputo compiere bene i suoi doveri pastorali. La sera del 18 Settembre rinnovò i suoi voti religiosi, ripetendo mentalmente la formula recitata dal confratello P. Guglielmo di S. Alberto, giunto al suo capezzale. L'indomani, venerdì, 19 Settembre 1924, alle 16 pomeridiane, spirò serenamente, incontrandosi con il Signore che tanto aveva amato.
Sua Santità Giovanni Paolo II , con decreto del 22-01-1991 l'ha dichiarato VENERABILE.

Provincia Romana dei Padri Carmelitani Scalzi
Via XX Settembre, 17 - 00187 Roma (RM)
Tel: 06/42740571 - P.I. 00937171007

Santi del giorno 29 giugno 2009

SANTI PIETRO E PAOLO, apostoli
PIETRO, scelto da Cristo a fondamento dell'edificio ecclesiale, clavigero del regno dei cieli (Mt 16,13-19), pastore del gregge santo (Gv 21,15-17), confermatore dei fratelli (Lc 22,32), è nella sua persona e nei suoi successori il segno visibile dell'unità e della comunione nella fede e nella carità. Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l'anno 67, la loro testimonianza al Maestro. PAOLO, cooptato nel collegio apostolico dal Cristo stesso sulla via di Damasco, strumento eletto per portare il suo nome davanti ai popoli, è il più grande missionario di tutti tempi, l'avvocato dei pagani, l'apostolo delle genti, colui che insieme a Pietro far risuonare il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo. Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l'anno 67, la loro testimonianza al Maestro.
Altri Santi del giorno
Santa Emma di Gurk
San Siro di Genova Vescovo

domenica 28 giugno 2009

Santi del giorno 28 giugno 2009

Sant'Ireneo, vescovo e martire
c. 130 - c. 202
Originario dell'Asia Minore, a Smirne fu uditore di san Policarpo. Approdato in Gallia, divenne sacerdote e vescovo della Chiesa di Lione, dove esisteva una comunità cristiana che nel 177 fu perseguitata. Molteplice fu la sua attività di maestro e testimone della tradizione apostolica. Diffuse il messaggio evangelico per largo raggio. Si fece promotore di riconciliazione nella controversia sulla Pasqua, tutelò l'integrità della dottrina cristiana minacciata dallo gnosticismo, approfondì in opere di grande valore la comprensione delle Scritture e dei misteri della fede: la Trinità, il Cristo centro della storia, l'Eucarestia che assume e trasforma l'umile materia della creazione.
Altri Santi del giorno
Sant' Ada di Le Mans
Sant' Attilio
Beato Eimerado Sacerdote eremita
San Paolo I Papa
Santa Potamiena d'Alessandria

sabato 27 giugno 2009

Santi del giorno 27 giugno 2009



San Cirillo d'Alessandria, vescovo e dottore della Chiesa
370 - 444
Patriarca di Alessandria d'Egitto, teologo acuto e profondo, amò e studiò il mistero di Cristo; difese l'autenticità della fede contro ogni travisamento dei nestoriani al Concilio di Efeso (431), dove propugnò con vigore la prerogativa di Madre di Dio della Vergine Maria.
Altri Santi del giorno
Sant' Adeodato di Napoli Vescovo
Sant' Arialdo di Milano Diacono e martire
Beato Benvenuto da Gubbio
San Daniele
San Ferdinando di Caiazzo Vescovo
San Ladislao Re d'Ungheria
Beata Luisa Teresa de Montaignac de Chauvance Fondatrice
San Maggiorino di Acqui Vescovo
Beata Margherita Bays Suora laica
San Walhero (Walhère) Martire

venerdì 26 giugno 2009

Santi del giorno 26 giugno 2009

San Josemaria Escrivà, Sacerdote
Barbastro, Spagna, 9 gennaio 1902 - Roma, 26 giugno 1975
Il 2 ottobre del 1928 il Signore fece vedere con chiarezza a don Josemaría Escrivá ciò che aveva sempre presagito fin dai 15/16 anni e fondò allora l'Opus Dei. Si apriva così nella Chiesa una nuova via, volta a promuovere, fra persone di ogni ceto sociale, la ricerca della santità e l'esercizio dell'apostolato attraverso la santificazione del lavoro, in mezzo al mondo e senza cambiare di stato. L'Opus Dei, che dall'inizio aveva contato sull'approvazione dell'autorità diocesana, dal 1943 sull'appositio manum e poi sull'approvazione della Santa Sede, è stato eretto in Prelatura personale dal Santo Padre Giovanni Paolo II il 28 novembre 1982: è un'istituzione della Chiesa che intende promuovere fra cristiani di tutte le condizioni sociali una vita coerente con la fede in mezzo al mondo e a evangelizzare così tutti gli ambienti della società. L'Opus Dei pone l'accento sulla santificazione attraverso le cose ordinarie: il lavoro, la cultura, la vita familiare, ecc.
Altri Santi del giorno
Beato Andrea Giacinto Longhin Vescovo cappuccino
Sant' Antelmo di Chignin Monaco e vescovo di Belley
San Giovanni Martire
San Medico Martire venerato a Otricoli
San Paolo Martire
San Vigilio Vescovo e martire

giovedì 25 giugno 2009

Santi del giorno 25 giugno 2009

San Massimo di Torino, Vescovo
m. c. 423

Massimo è considerato il fondatore della diocesi di Torino. Nato in Piemonte verso la metà del IV secolo e morto tra il 408 e il 423, era discepolo di sant'Ambrogio e sant'Eusebio. Governò la diocesi durante le invasioni barbariche. Fu di carattere mite e tollerante, ma anche fermo e deciso. Raccomandò ai suoi fedeli di non lasciare la città in pericolo e di pregare e digiunare di fronte ad esso.
Altri Santi del giorno
Sant' Eurosia di Jaca Martire
Santa Febronia Venerata a Patti
Beato Giovanni di Spagna Monaco
San Guglielmo di Montevergine (da Vercelli) Abate
Beata Isabella di Francia
San Prospero d'Aquitania Monaco e teologo
San Prospero di Reggio Emilia Vescovo