Conosciamo, attraverso la vita sei Santi e di tutti coloro che hanno vissuto evangelicamente in piena Comunione con Dio,"Creatore e Signore di tutte le cose", Gesù, per vivere con Lui, in Lui, per Lui.
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Spirito Santo
Vieni....
Corpus Domini
Nel Corpo e nel Sangue di Gesù
Ciascun uomo possa "sentire e gustare" la presenza di Gesù e Maria, SS. Madre della Pentecoste, nella propria vita, in ogni attimo della propria giornata. Nello Splendore della Resurrezione del Signore l'uomo trovi la sua vera dimensione e riesca ad esprimerla con Amore e Carità.
Lorenzo, famoso diacono della Chiesa di Roma, confermò con il martirio sotto Valeriano (258) il suo servizio di carità, quattro giorni dopo la decapitazione di Papa Sisto II. Secondo una tradizione già divulgata nel IV secolo, sostenne intrepido un atroce martirio sulla graticola, dopo aver distribuito i beni della comunità ai poveri da lui qualificati come veri tesori della Chiesa. Fu deposto nel campo Verano sulla Tiburtina, dove Costantino edificò la Basilica a lui intitolata. La sua memoria il 10 agosto è attestata dalla «Depositio martyrum» (354). Il suo nome è ricordato nel Canone Romano.
Santi IRENEO ED AURELIO Martiri, venerati a Cutigliano www.santiebeati.it/dettaglio/91072 San BESSO Martire + Campiglia, Torino, fine III secolo Secondo la tradizione, Besso era un soldato della legione Tebea convertitosi al Cristianesimo. Intorno al 286 , l’imperatore romano Massimiano si trovava con le sue truppe... www.santiebeati.it/dettaglio/92044 Santi MARTIRI ALESSANDRINI www.santiebeati.it/dettaglio/65820 San BLANO Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65830 San GERAINT II Re del Cornwall + 556 circa www.santiebeati.it/dettaglio/94151 Sant' ERICO (ERIK) IV Re di Danimarca, martire 1216 - 10 agosto 1250 www.santiebeati.it/dettaglio/94512 Santa PLETTRUDE VII-VIII secolo www.santiebeati.it/dettaglio/94737 Beato AGOSTINO OTA Martire del Giappone Ogiza, 1570 - 10 agosto 1622 www.santiebeati.it/dettaglio/91071 Beato ARCANGELO PIACENTINI DA CALATAFIMI Sacerdote Nato da nobile famiglia intorno al 1390, a Calatafimi, in Sicilia, il beato Arcangelo Piacentini fin da giovane si mostra incline a un'esistenza povera e solitaria. Si ritira a vit... www.santiebeati.it/dettaglio/91443 Beato FRANCESCO DRZEWIECKI Sacerdote orionino, martire Zduny, Polonia, 26 febbraio 1908 - Dachau, Germania, 13 settembre 1942 Nato a Zduny, il 26 febbraio 1908, Francesco entrò adolescente nel seminario di Zdunska Wola nella Piccola Opera della Divina Provvidenza di san Luigi Orione. Dopo gli studi liceal... www.santiebeati.it/dettaglio/92237 Beati GIOVANNI MARTORELL SORIA E PIETRO MESONERO RODRIGUEZ Salesiani, martiri + Spagna, agosto 1936 www.santiebeati.it/dettaglio/92917 Beato EDOARDO (EDWARD) GRZYMALA Sacerdote e martire Kolodziaz, Polonia, 29 settembre 1906 – Dachau, Germania, 10 agosto 1940 Il beato Edward Grzymala, sacerdote diocesano, nacque a Kolodziaz, Polonia, il 29 settembre 1906 e morì a Dachau, Germania, il 10 agosto 1940. Fu beatificato da Giovanni Paolo II a... www.santiebeati.it/dettaglio/93062 Beato FRANCESCO FRANCOIS (SEBASTIANO DA NANCY) Sacerdote e martire 1749 - 1794 Durante la Rivoluzione Francese, morì incarcerato in una sordida nave perchè era sacerdote. www.santiebeati.it/dettaglio/93141 Beato GIUSEPPE TOLEDO PELLICER Sacerdote e martire www.santiebeati.it/dettaglio/93449
Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), Martire
Breslavia, 12 ottobre 1891 - Auschwitz, 9 agosto 1942
Nasce a Breslavia, nella Slesia tedesca, il 12 ottobre 1891, undicesima figlia di una coppia di ebrei molto religiosa. Fin dall’infanzia Edith manifesta un’intelligenza vivace e brillante. Subito dopo gli esami di maturità, nel 1911, s’iscrive alla facoltà di Germanistica, Storia e Psicologia dell’università di Breslavia. In questo periodo scopre la corrente fenomenologica di Edmund Husserl (1859-1938) e nel 1913 si trasferisce all’università di Gottinga per seguirne le lezioni. Dopo la conversione, segue l’invito di padre Przywara a occuparsi in modo sistematico della dottrina e dell’opera di san Tommaso d’Aquino (1225 ca.-1274), di cui tradurrà in tedesco le Questioni sulla verità. L’incontro con i mistici l’orienta verso la vita contemplativa nell’ordine carmelitano; potrà tuttavia realizzare la propria vocazione solo nel 1933 quando, allontanata dall’insegnamento dall’introduzione delle leggi razziali di Norimberga, non sarà più trattenuta dal suo padre spirituale, dom Raphael Walzer O.S.B. (1886-1966), arciabate di Beuron, che aveva voluto mettesse a frutto, come docente, le sue grandi capacità intellettuali. Alle cinque pomeridiane del 2 agosto 1942, Edith Stein viene prelevata insieme alla sorella Rosa dal monastero, e una testimone la sente dire alla sorella:“Vieni, andiamo per il nostro popolo”. Il 7 agosto sono assegnate ad un trasporto in partenza quel giorno stesso per Auschwitz-Birkenau, che giunge a destinazione due giorni dopo. Non è stato possibile stabilire con certezza il momento della morte di Edith dopo l’arrivo ad Auschwitz, ma è probabile che sia stata subito destinata alla camera a gas. Papa Giovanni Paolo II nel motu proprio del 1° ottobre 1999 l’ha proclamata compatrona d’Europa insieme a santa Brigida di Svezia e a santa Caterina da Siena.
San Domenico di Guzman, Sacerdote e fondatore dei Predicatori
Caleruega, Spagna 1170 - Bologna, 6 agosto 1221
Domenico di Guzman è, con Francesco d'Assisi, uno dei patriarchi della santità cristiana suscitati dallo Spirito in un tempo di grandi mutamenti storici. All'insorgere dell'eresia albigese si dedicò con grande zelo alla predicazione evangelica e alla difesa della fede nel sud della Francia. Per continuare ed espandere questo servizio apostolico in tutta la Chiesa, fondò a Tolosa (1215) l'Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani). Ebbe una profonda conoscenza sapienziale del mistero di Dio e promosse, insieme all'approfondimento degli studi teologici, la preghiera popolare del rosario.
www.santiebeati.it/dettaglio/23950 Sant' EMILIANO DI CIZICO Vescovo e martire www.santiebeati.it/dettaglio/65450 San MARINO DI ANAZARBO Martire www.santiebeati.it/dettaglio/65500 San CIRIACO DI ROMA Diacono e martire Roma, † 306? Sono ben 27 i santi conosciuti con il nome Ciriaco, quasi tutti martiri. Il nostro subì il martirio a Roma, insieme ai compagni Largo, Memmia, Crescenziano, Giuliana, Smaragdo. Dur... www.santiebeati.it/dettaglio/65550 San FAMIANO Venerato a Gallese www.santiebeati.it/dettaglio/90937 San CRESCENTINO (CRESCENZIANO) DI CITTà DI CASTELLO Martire www.santiebeati.it/dettaglio/90977 San SEVERIANO Martire ad Albano www.santiebeati.it/dettaglio/91208 San PRIMO Martire www.santiebeati.it/dettaglio/91525 Sant’ ALTMANN DI PASSAVIA (PASSAU) Vescovo Westfalia, 1015 ca. – Zeiselmauer (Vienna), 8 agosto 1091 Nato intorno al 1015 in Westfalia, era di nobili origini e intraprese la carriera ecclesiastica fino alla corte di Aquisgrana, dove entrò in stretti rapporti con la famiglia imperi... www.santiebeati.it/dettaglio/91640 Sant' EUSEBIO DI MILANO Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65680 San SEVERO Venerato a Vienne www.santiebeati.it/dettaglio/65690 San MUMMOLO DI FLEURY Abate Trasportò le reliquie di San Benedetto all'abbazia di Fleury in Francia, affinchè fossero degnamente venerate. www.santiebeati.it/dettaglio/65710 San PAOLO KE TINGZHU Martire www.santiebeati.it/dettaglio/65730 Beata MARIA ELENA MACKILLOP (MARIA DELLA CROCE) Fondatrice Fitzroy, Melbourne, Australia, 15 gennaio 1842 - Sidney, 8 agosto 1909 A 18 anni, nel 1860, è maestrina in una piccola città del Sud, Penola, collabora col parroco padre Julian Tenison Woods e crea con lui le prime due scuole cattoliche per l’istruzio... www.santiebeati.it/dettaglio/65475 Beata MARIA MARGHERITA CAIANI Religiosa Poggio a Caiano, Prato, 2 novembre 1863 - Firenze, 8 agosto 1921 Maria Anna Caiani nacque a Poggio a Caiano (Prato) il 2 novembre 1863. Chiamata a vita consacrata, in giovane età entrò nella Congregazione delle Suore Bettine di San Massimo a Cam... www.santiebeati.it/dettaglio/91013 Beata BONIFACIA RODRIGUEZ CASTRO Salamanca, Spagna, 6 giugno 1837 - Zamore, 8 agosto 1905 Lavorante messasi in propriocon un negozio dipassamaneria e cordoni,Bonifacia, spagnola diSalamanca, conosce sulla pellei problemi del mondo dellavoro. Con alcune ragazzefonda l’as... www.santiebeati.it/dettaglio/91832 Beato GUGLIELMO DA CASTELLAMMARE DI STABIA Francescano, martire Catellammare di Stabia (Napoli), XIV sec. – Gaza (Palestina), 1364 www.santiebeati.it/dettaglio/92485 Beato VLADIMIRO (WLODZIMIERZ) LASKOWSKI Sacerdote e martire Rogozno, Polonia, 30 gennaio 1886 – Gusen, Austria, 8 agosto 1940 Wlodzimierz Laskowski, sacerdote dell’arcidiocesi di Poznan, cadde vittima dei nazisti in odio alla sua fede cristiana. Papa Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999 lo elevò agli onori... www.santiebeati.it/dettaglio/93107 Beato GIOVANNI FELTON Laico coniugato, martire + Londra, 8 agosto 1570 www.santiebeati.it/dettaglio/93339 Beate MARIA DI GESU' BAMBINO BADILLOU Y BULLIT E 4 COMPAGNE Martiri Scolopie † Valencia, Spagna, 8 agosto 1936 www.santiebeati.it/dettaglio/93427 Beato ANTONIO SILVESTRE MOYA Sacerdote e martire www.santiebeati.it/dettaglio/93466 Beati CRUZ LAPLANA LAGUNA E FERNANDO ESPANOL BERDIE Martiri + Cuenca, Spagna, 8 agosto 1936 Cruz Laplana y Laguna era di famiglia agiata di Huesca e si fece prete a Barbastro contro il parere dei suoi. Fino al1912insegnò nel seminario di Saragozza, poi scelse di fare il p... www.santiebeati.it/dettaglio/93497 Beato GIOVANNI FINGLEY Martire www.santiebeati.it/dettaglio/65720 Beato ANTERO MATEO GARCIA Ferroviere, martire Valdevimbre, Spagna, 4 marzo 1875 – San Andrés de Palomar, Spagna, 8 agosto 1936 Antero Mateo Garcia, designato quale capogruppo, era sposato e padre di ben otto figli, di cui due religiosi. Impiegato delle ferrovie, costituisce un autentico rappresentante del ... www.santiebeati.it/dettaglio/94421 Beato DIONISIO RABINIS Mercedario + Parigi, 1413 Dotto e santo religioso francese, il Beato Dionisio Rabinis, scrisse trattati e pubblicò molti libri contro le eresie del suo tempo tanto da essere soprannominato il terrore degli ... www.santiebeati.it/dettaglio/94565
Sisto Papa (257-258), come afferma san Cipriano vescovo di Cartagine, fu preso nella persecuzione di Valeriano, mentre celebrava la liturgia eucaristica al cimitero di Callisto e messo a morte per la fede con quattro dei suoi diaconi (6 agosto 258). Fu sepolto nello stesso cimitero sulla via Appia. La sua memoria è inserita nel Canone Romano. Lorenzo, suo diacono, lo seguì nel martirio quattro giorni dopo.
Secondo il Liber Pontificalis fu eletto papa nel 257 alla morte di Stefano I. San Cipriano che lo definisce "sacerdote buono e pacifico", racco... www.santiebeati.it/dettaglio/28650 San GAETANO THIENE Sacerdote Vicenza, ottobre 1480 - Napoli, 7 agosto 1547 Nacque a Vicenza dalla nobile famiglia dei Thiene nel 1480, e fu battezzato con il nome di Gaetano, in ricordo di un suo celebre zio, il quale si chiamava così perch&eacu... www.santiebeati.it/dettaglio/28700 San DONATO DI AREZZO Vescovo e martire m. Arezzo, 7 agosto 362 Nato a Nicomedia, studia da chierico a Roma. Suo compagno di formazione è Giuliano, ma mentre questi diventa suddiacono della Chiesa di Roma, Donato rimane semplice lettore. Tuttav... www.santiebeati.it/dettaglio/33900 San FAUSTO Martire a Milano www.santiebeati.it/dettaglio/65400 Sant' ALBERTO DEGLI ABATI (DA TRAPANI) Trapani, 1250-1257 - Messina, 7 agosto 1306 Non si conosce con esattezza la data di nascita. Probabilmente nacque a Trapani nel secolo XIII. Alberto si distinse per la predicazione mendicante, operando anche numerosi miracol... www.santiebeati.it/dettaglio/65375 San MIGUEL DE LA MORA DE LA MORA Martire Messicano www.santiebeati.it/dettaglio/90119 Santa AFRA Martire www.santiebeati.it/dettaglio/65590 San DONAZIANO Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65610 San VITTRICIO DI ROUEN Vescovo Per amore di Cristo abbandonò la carriera militare, fu torturato e condannato a morte. Rimesso in libertà, fu consacrato vescovo e inviato a evangelizzare il nord della Francia. www.santiebeati.it/dettaglio/65620 San DONATO DI BESANçON Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65630 San LEODEBODO Abate di Saint-Benoìt-sur-Loire www.santiebeati.it/dettaglio/94709 Beato GIORDANO FORZATè Abate benedettino di Padova Padova, 1158 - Venezia, 7 agosto 1248 www.santiebeati.it/dettaglio/69150 Beati AGATANGELO DE VINDOCINO (FRANCESCO) NOURRY E CASSIANO DA NANTES (GUNDISALVO) VAZ LOPEZ-NETTO Sacerdoti cappuccini, martiri + Gondar, Etiopia, 7 agosto 1638 Agatangelo Noury, entrato nell'Ordine Cappuccino, si dedicò all'attività missionaria dal 1629 alla sua morte. Fu Superiore, prima della Missione al Cairo, dove si prodigò per l'uni... www.santiebeati.it/dettaglio/90288 Beato EDMUND BOJANOWSKI Laico, fondatore Grabonóg (Pozna_), 14 novembre 1814 – Górka Duchowna (Pozna_), 7 agosto 1871 www.santiebeati.it/dettaglio/91452 Beato VINCENZO DE L'AQUILA Religioso 1435 - 7 agosto 1504 www.santiebeati.it/dettaglio/92238 Beato ALBERTO DA SASSOFERRATO Monaco camaldolese XIV secolo www.santiebeati.it/dettaglio/65640 Beati MARTINO DI S. FELICE (GIOVANNI) WOODCOCK, EDOARDO BAMBER E TOMMASO WHITAKER Martiri www.santiebeati.it/dettaglio/65660 Beato NICOLA POSTGATE Martire www.santiebeati.it/dettaglio/65670 Beato TOMMASO CACCIA E MATTEO NOLLI DA NOVARA Francescani + Novara, 1478 Tommaso Caccia, nato a Novara da famiglia nobile, entrò nel convento di San Nazaro di Novara. Ricevuto l’abito francescano da san Bernardino divenne suo discepolo e si sforzò di im... www.santiebeati.it/dettaglio/94536
Manifestazione anticipata della gloria del Signore e profezia del suo esodo al Padre, l'odierna celebrazione mette in luce la dimensione pasquale ed escatologica della liturgia e di tutta la vita cristiana. La parola del Padre preannunzia l'adozione filiale di coloro che, ascoltando e seguendo il Figlio prediletto, diventano i suoi fratelli e partecipi della trasfigurazione eterna. La festa del 6 agosto, originariamente celebrata in Oriente, fu estesa a tutta la Chiesa da Callisto II (6 agosto 1457) a ricordo della liberazione di Belgrado (1456).
www.santiebeati.it/dettaglio/21300 Sant' ORMISDA Papa Nato a Frosinone - m. 6 agosto 523 (Papa dal 20/07/514 al 06/08/523) Nato a Frosinone, fu Papa dal 514 al 523. Ormisda era un vedovo e un diacono romano al momento della sua elezione. Suo figlio divenne a propria... www.santiebeati.it/dettaglio/65360 San CREMETE Abate Francavilla (Messina), XI secolo www.santiebeati.it/dettaglio/91318 Santi GIUSTO E PASTORE Martiri www.santiebeati.it/dettaglio/65540 Sant' ANNA PALEOLOGINA (GIOVANNA DI SAVOIA) Imperatrice bizantina Savoia, 1306 – Tessalonica, 1365 Giovanna di Savoia, nota come imperatrice bizantina col nome di Anna Paleologina, figlia del conte Amedeo V e di Maria di Brabante, inviata diciottenne alla corte di Costantinopo... www.santiebeati.it/dettaglio/72615 San GODERANNO Abate e vescovo + 6 agosto 1074 Assai scarse sono le notizie sulla vita di questo santo. Monaco di Cluny, nel 1060 divenne abate di Maillezais, per poi essere insignito della dignità episcopale di Saintes. Morì i... www.santiebeati.it/dettaglio/94092 San GLISENTE Apostolo della Val Camonica + Berzo Demo, Brescia, 6 agosto 796 www.santiebeati.it/dettaglio/94414 Santi FELICISSIMO, AGAPITO, GENNARO, MAGNO, VINCENZO E STEFANO Martiri di Roma www.santiebeati.it/dettaglio/95221 Beata MARIA FRANCESCA A IESU (ANNA MARIA RUBATTO) Fondatrice Carmagnola (TO), 14 febbraio 1844 – Montevideo (Uruguay), 6 agosto 1904 Nel 1885, diede vita ad una nuova famiglia religiosa cappuccina dedita alle opere di carità tra i fanciulli e gli ammalati. Nel 1893, allargò personalmente la sua attività in Ameri... www.santiebeati.it/dettaglio/90388 Beato TADDEO (TADEUSZ) DULNY Martire Chmielów (Polonia), 8 agosto1914 - Dachau (Germania), 6 agosto 1942 www.santiebeati.it/dettaglio/92054 Beato CARLO LOPEZ VIDAL Laico coniugato, martire Carlos López Vidal, fedele laico, nacque il 15 novembre 1894 a Gandía (Valencia). Sagrestano della Collegiata di Gandía si sposò, nell’ottobre 1923, con la sig.na Rosa Tarazona Rib... www.santiebeati.it/dettaglio/93314 Beato OTTAVIANO DI SAVONA Vescovo Monaco benedettino fratello del Papa Callisto II. www.santiebeati.it/dettaglio/65560 Beato GEZZELINO Eremita www.santiebeati.it/dettaglio/65570 Beato MATTEO DA BASCIO Fondatore dei Cappuccini Pennabilli, Pesaro-Urbino, 1495 circa – Venezia, 6 agosto 1552 Nato nel villaggio di Bascio, oggi nel comune di Pennabilli (PU), si fece francescano del ramo degli Osservanti nel convento di Montefiorentino, presso Frontino (PU) e venne ordina... www.santiebeati.it/dettaglio/93958 San GUGLIELMO SANZ Martire mercedario + 1409 Commendatore dei mercedari di Valenza (Spagna), San Guglielmo Sanz, fu fatto prigioniero dai mori, mentre confermava nella fede gli schiavi cristiani di Granada. Afflitto da molte ... www.santiebeati.it/dettaglio/94563 Beato GUGLILMO DI ALTAVILLA Mercedario XIII secolo Originario di Francia, il nobilissimo cavaliere laico Beato Guglielmo di Altavilla, abbandonò tutti i beni del mondo per entrare nell'Ordine Mercedario donandosi completamente all'... www.santiebeati.it/dettaglio/94567
Dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore
Questa memoria è collegata alla dedicazione della basilica di santa Maria Maggiore sull'Esquilino di Roma, che viene considerata il più antico santuario mariano d'Occidente. La eresse, sul precedente edificio liberiano, il Papa Sisto III (432-440) dedicandola a Dio e intitolandola alla Vergine, proclamata solennemente dal Concilio di Efeso (431) Madre di Dio. La sua dedicazione il 5 agosto è ricordata dal martirologio geronimiano (sec. VI).
Nacque a Treviri nel 279 da famiglia pagana. A ventitré anni, ricevuto il battesimo, Emidio iniziò a studiare le Sacre Scritture, diventando un ottimo predicatore ... www.santiebeati.it/dettaglio/65250 Sant' OSVALDO DI NORTHUMBRIA Re e martire Northumbria, 604 - Maserfield (Shropshire), 642 Osvaldo nato nel 604, era figlio del re di Northumbria, Ethelfrith, e quando il regno fu preso da re Edwin, Osvaldo con la sua famiglia si rifugiò in Scozia, dove abbracciò la fede... www.santiebeati.it/dettaglio/65350 Santi VARDAN E COMPAGNI Martiri in Armenia V secolo www.santiebeati.it/dettaglio/90583 Santa MARGHERITA DA CESOLO (LA PICENA) m. 5 agosto 1395 www.santiebeati.it/dettaglio/90851 San PARIDE Vescovo di Teano www.santiebeati.it/dettaglio/91417 MADONNA DELLA NEVE www.santiebeati.it/dettaglio/92099 Santa NONNA Sposa m. 5 agosto 374 In data odierna il Martyrologium Romanum commemora Santa Nonna, sposa del vescovo San Gregorio il Vecchio. Dai due nacquero vari figli tra i quali spiccano i santi Gregorio Nazian... www.santiebeati.it/dettaglio/92531 San MEMMIO Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65480 San CASSIANO DI AUTUN Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65490 San VENANZIO DI VIVIERS Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65510 San VIATORE Eremita www.santiebeati.it/dettaglio/65520 Beato FRANCESCO (CECCO) DA PESARO Pesaro, 1270 - 5 agosto 1350 www.santiebeati.it/dettaglio/90833 Beato FEDERICO JANSSOONE Ghyvelde (Francia), 19 novembre 1838 - Montreal (Canada), 4 agosto 1916 Federico nasce a Ghyvelde (Francia) il 19 novembre 1838. A 10 anni perde il padre e, per aiutare la madre, nella prima gioventù si dedica al commercio. A 26 anni entra nel seminari... www.santiebeati.it/dettaglio/91042 Beato PIETRO MICHELE NOëL Martire www.santiebeati.it/dettaglio/65530 Beato ARNALDO PONS Mercedario XIV secolo Passando nell'anno 1382, come redentore in Almeria (Spagna), il Beato Arnaldo Pons, liberò 48 prigionieri. Inviato nel 1386 in redenzione a Tunisi in Africa, più volte rimase in os... www.santiebeati.it/dettaglio/94562 Beato CORRADO DI LAODICEA Vescovo Vescovo di Laodicea in Siria, il Beato Corrado dell'Ordine della Mercede, fu zelante pastore che condusse molte anime a Dio. Famoso per la santità, le virtù e miracoli si addorment... www.santiebeati.it/dettaglio/94564
Tratto dal libro: RITRATTI DI SANTI di Antonio Sicari ed. Paoline
Del Santo Curato d'Ars ha scritto una biografia anche Henri Ghéon, un poeta e drammaturgo francese, nato più di cent'anni fa.
Nel suo primo capitolo l'autore dice che la vita del Santo Curato è così piena di ingenuità e di meraviglie che si sarebbe tentati subito di raccontarla come una favola. E la favola, scrive, suonerebbe così:
" C'era una volta in Francia, nella provincia di Lione, un piccolo contadino cristiano che, fin dalla più tenera età, amava la solitudine e il buon Dio. E poiché quei signori di Parigi, che avevano fatto la Rivoluzione, impedivano alla gente di pregare, il bambino ed i suoi genitori, andavano ad ascoltar Messa in fondo ad un granaio.
I preti allora si nascondevano e, quando li si prendeva, si tagliava loro proprio la testa.
Fu per questo che Giovanni Maria Vianney sognava di diventare prete. Ma, se sapeva pregare, mancava però d'istruzione. Guardava le pecore e lavorava i campi.
Entrò troppo tardi in Seminario ed inciampò in tutti gli esami. Ma le vocazioni allora erano rare e alla fine, lo presero comunque. Fu nominato curato d'Ars e ci restò fino alla morte. L'ultimo Curato di Francia nell'ultimo villaggio di Francia. Ma fu interamente un cu rato " e questo non succede spesso. Lo fu così completamente che l'ultimo villaggio di Francia ebbe il primo Curato di Francia, e la Francia tutta intera si mise in viaggio per andarlo a vedere.
Ora, egli convertiva tutti quelli che arrivavano fino a lui e, se non fosse morto, avrebbe convertito tutta la Francia.
Guariva le anime ed i corpi. Leggeva nei cuori come in un libro.
E la Santa Vergine lo visitava ed il demonio gli faceva i dispetti, ma non riusciva ad impedirgli d'essere un sant'uomo.
Fu promosso Canonico, poi Cavaliere della Legione d'Onore, poi fu ritenuto un Santo.
Ma, finché visse, egli non ne capì mai il perché.
E questa era la prova più bella del fatto che egli meritava proprio quella gloria.
Tutto ciò accadeva nel secolo XIX che in Paradiso, dove si conosce il giusto valore della gente, è chiamato il secolo del Curato d'Ars, ma la Francia non se l'immagina neppure.
Si sente in questo racconto la mano dell'artista che riesce con brevissimi tratti a descrivere quasi tutto il profilo del suo personaggio. Ma subito l'autore si ferma e avverte che, in realtà, dietro questo candore c'è un dramma profondissimo di cui, a prima vista, non si sospetterebbe l'intensità. Gli episodi accennati sono tutti veri. Quel contadinello della provincia di Lione ha sette anni quando a Parigi regna il Terrore e vengono esiliati, sotto pena di morte, tutti i preti che non si sono piegati allo scisma, oltre alle migliaia che vengono massacrati. Anzi, le truppe della Convenzione attraversano il paesino di Dardilly, dove egli vive, per andare a reprimere l'insurrezione di Lione. La chiesa è stata chiusa. Il Parroco prima cede a tutti i giuramenti che gli vengono chiesti, poi smette di fare il prete. I Vianney ogni tanto ospitano, a rischio della vita, qualche prete clandestino; ed è in una stanza con le imposte socchiuse e protette da un carro di fieno opportunamente posteggiato (mentre alcuni contadini fanno la guardia alle porte), che il piccolo Giovanni Maria può ricevere la prima Comunione a tredici anni: e siamo durante il cosiddetto " secondo Terrore "
La vocazione gli viene molto presto, come egli stesso dirà, " in seguito ad un incontro che aveva avuto con un confessore della fede ", quando cioè comprese che diventar prete significava anche essere pronto a morire per il proprio ministero.
Ma se il bambino non poteva frequentare la parrocchia, ancor meno poteva frequentare delle scuole, inesistenti.
La prima volta che riuscì a sedersi sui banchi di scuola aveva già 17 anni.
Tentò disperatamente di imparare, aiutato da un prete amico che credeva alla vocazione di quel ragazzo, ma i risultati furono miseri. Dirà, poi, lo stesso Curato d'Ars che quel prete " ha cercato per cinque o sei anni di farmi imparare qualcosa, ma è stata fatica buttata al vento, perché non è mai riuscito a ficcarmi niente in testa ". C'è molta umiltà in questa espressione, ma c'è anche molto di vero.
Le difficoltà divennero poi insormontabili quando si trattò di affrontare, in un seminario, gli studi di filosofia e di teologia che, per di più, allora dovevano essere fatti su testi scritti e spiegati in lingua latina.
Ma il Parroco di Ecuilly, molto stimato in Diocesi, gli ottenne tutte le possibili facilitazioni (di studi e di esami) riuscendo ad ottenergli anche l'ordinazione sacerdotale, prendendoselo lui stesso come vicario.
Fu ordinato a 29 anni, nel 1815, l'anno in cui a Torino nasceva Don Bosco.
Passò i primi anni di ministero alla scuola di quel santo prete che l'aveva così intensamente aiutato ed educato: " ha una colpa, dirà poi Giovanni Maria Vianney, di cui gli sarà difficile giustificarsi davanti a Dio: di avermi fatto ammettere agli Ordini Sacri".
Bisogna intendersi bene, Giovanni Maria lo desiderava con tutto il cuore, ma se ne sentiva profondamente indegno. L'altro, invece, lo stimolava e lo proteggeva, perché era convinto che si trattasse di un'ottima vocazione e che la scarsità d'istruzione sarebbe stata compensata da una particolare intelligenza di fede. E aveva ragione Giovanni Maria, da parte sua, era convinto d'avere ricevuto un dono grandissimo e immeritato:
" Penso, dirà, che il Signore abbia voluto scegliere il più testone di tutti i parroci per compiere il maggior bene possibile. Se ne avesse trovato uno ancora peggiore, l'avrebbe messo al mio posto, per mostrare la sua grande misericordia ".
C'è in queste parole tutto il suo dramma spirituale, un dramma mistico di cui occorre intuire bene la profondità.
Il carisma di questo giovane prete sarà quello di scomparire talmente dietro al suo ministero, di essere soltanto prete, ministro di Dio, ad un punto tale che la sua persona si mescolerà, si confonderà interamente col dono del sacerdozio.
Il Curato d'Ars diventerà il patrono di tutti i parroci del mondo, perché vivrà un disperato bisogno di annullarsi di fronte al dono immeritato che ha ricevuto, di consumarsi esercitandolo: e lo farà anche penitenzialmente, consumando fisicamente, nelle più dure mortificazioni, la sua sostanza umana.
Ho detto: " bisogno disperato ". Il Curato d'Ars dirà di sé che non riusciva a capire la tentazione dell'orgoglio, ma di sentire invece molto quella della disperazione, quella dell'abissale sconfortante inadeguatezza che si placa solo nell'abbandonarsi totalmente a Dio.
E’ importante che noi comprendiamo bene tutte le radici del dramma, proprio partendo da alcune nostre esperienze.
Tante volte i cristiani si sentono quasi ostacolati dalla umana limitatezza del loro prete. Dicono; " non sa predicare ", oppure " non è capace di rapporti umani ", oppure " non è un santo ", " è anche lui peccatore come tutti...", " perché mi devo confessare da lui che peggio di me...? " e simili lamenti.
Mettete insieme per un istante tutte le obiezioni più o meno istintive che nella vostra esperienza avete provato o udito nei riguardi dei sacerdoti. Ebbene: l'aspetto più serio di queste obiezioni consiste nel fatto che rimandano alla nuda oggettività del ministero: quello che importa è soltanto l'azione sacra di Dio, che attraverso quest’uomo-prete si compie.
Il Santo Curato d'Ars incarna personalmente, lui di fronte a se stesso e di fronte a Dio, questo indicibile dramma.
" Il prete, diceva, da un lato, si capirà soltanto in Cielo. Se lo comprendessimo sulla terra ne moriremmo, non di paura ma d'amore… Dopo Dio il prete è tutto. Lasciate per vent’anni una parrocchia senza prete e vi si adoreranno le bestie! ".
Ma, d'altra parte, aggiungeva:
" Come è spaventoso essere prete! Come è da compiangere un prete quando dice Messa come una cosa ordinaria! Come è sventurato un prete senza interiorità! ".
Questo, a dire il vero, non è il suo problema. Anzi, quando dice Messa sembra che veda Dio, tanto la sua celebrazione è intensa commovente.
Egli però vive il tormento di essere parroco, d'avere la responsabilità di una parrocchia e di non sentirsene degno. Continuerà a sperare fino agli ultimi anni di vita, di poter essere liberato da questa responsabilità, per non dovere passare direttamente, come diceva, " dalla parrocchia al tribunale di Dio ".
E avrà il costante timore, fino a pochi giorni prima della morte, di poter morire soccombendo alla tentazione di disperarsi.
Per tre volte cercherà di fuggire, notte tempo, per andare dal Vescovo a chiedere il permesso di ritirarsi in solitudine " a piangere i suoi peccati ".
L'ultima volta lo farà addirittura quando ormai è celebre in tutta la Francia, tre anni prima di morire. Fuggirà di notte mentre i parrocchiani, che sospettano, sono desti, pronti a fermarlo. I più vivi collaboratori lo ostacoleranno in tutti i modi chiedendogli di recitare assieme prima le preghiere del mattino, nascondendogli il breviario, fin quando la folla dei parrocchiani gli sbarrerà la strada e piangendo gli chiederà di restare:
" Signor Curato, se Vi abbiamo dato qualche dispiacere, ditelo, faremo tutto quello che vorrete per farVi piacere ".
Si lasciò ricondurre in chiesa, " condannato ", nel senso più spirituale del termine, al suo confessionale, dicendosi: " che ne sarebbe, se no, di tanti poveri peccatori? ".
L'indomani, a chi gli ricordava gli avvenimenti della notte, diceva umilmente: " ho fatto il bambino! ".
Ma non fuggiva per la fatica, fuggiva per il timore di non essere degno.
" Io, diceva, non mi rammarico di essere prete per dire la Messa, ma non vorrei essere parroco ".
Pensava che la nomina dipendesse dal fatto che il Vescovo si sbagliasse nel valutare le sue capacità, e che dunque egli era un ipocrita, perché riusciva a nascondere la sua miseria.
" Come sono sfortunato! Non c'è nessuno fino a Monsignore che non si inganni sul mio conto! Bisogna che io sia ben ipocrita! ".
A dire il vero, c'era più d'uno che lo disprezzava. Un parroco vicino, che vedeva i suoi penitenti incamminarsi verso Ars, gli scriveva: " Signor Curato, quando si possiede così poca teologia, non si dovrebbe mai entrare in un confessionale ".
E qualcun altro addirittura predicava contro di lui.
Ed il Curato d'Ars rispondeva:
" Mio carissimo ed amatissimo confratello, quanti motivi ho d'amarVi! Voi siete il solo che mi abbia conosciuto bene! "
e gli chiedeva con insistenza d'aiutarlo ad ottenere dal vescovo d'essere liberato da quell'incarico in modo che " essendo sostituito in un posto che non sono degno di occupare a rnotivo della mia ignoranza, possa ritirarmi in un angolo a piangere sulla mia povera vita ".
Ma questa così umile e sofferta concezione di sé, notatelo bene, non dipende da un carattere triste, malinconico o angosciato. AI contrario, egli è un uomo vivace, capace anzi di umorismo. Piuttosto, concorrono a formarla due fattori di diversa entità.
C'entra indubbiamente un fatto storico-culturale: l'educazione che egli aveva ricevuta era stata molto severa, improntata a un rigorismo giansenista, molto preoccupata del mistero della predestinazione e della dannazione.
Un rigore che all'inizio egli userà anche verso i suoi penitenti e nelle prediche, ma che poi cederà sempre più il posto ad una esaltazione vibrante e dilagante dell'amore di Dio. Ma c'entra ancor più un fatto mistico.
Sarà lui stesso a rivelarlo ad una sua penitente:
" Figlia mia, non chiedete a Dio la conoscenza completa della vostra miseria. Io l'ho domandata una volta e l'ho ottenuta. Se Dio non mi avesse sostenuto, sarei allora immediatamente caduto nella disperazione! ".
E ad una sua collaboratrice pastorale:
" Ho domandato a Dio di conoscere la mia miseria. L'ho conosciuta e sono stato così sopraffatto che l'ho pregato di diminuire la pena che provavo. Mi sembrava di non farcela a sopportarla ".
E un'altra volta ancora confidò:
" Sono stato così spaventato nel conoscere la mia miseria che ho implorato immediatamente la grazia di dimenticarla. Dio mi ha ascoltato, ma mi ha lasciato abbastanza lucidità della mia miseria da farmi comprendere che io non sono buono a nulla ".
Dobbiamo stare molto attenti. Nella vita a molti mistici si ritrova questa esperienza, una specie di " notte oscura " necessaria per partecipare al mistero della passione di Cristo ed essere così totalmente abbandonati nelle mani del Padre e impregnati dal suo amore.
" Dio tutto, io nulla " è l'espressione anche di S. Agostino, di S. Francesco, di S. Caterina da Siena e anche di alcuni giovani Santi dei nostri giorni.
Nella vita del Curato d'Ars questa esperienza si lega intimamente a quella missione di cui ho già parlato: divenire cioè totalmente, gloriosamente prete, senza che alcun orgoglio umano possa più interferire col potere di grazia che Dio concede alla sua creatura.
" Il buon Dio, che non ha bisogno di nessuno, si serve di me per il suo grande lavoro, benché io sia un sacerdote senza scienza. Se avesse avuto sottomano un altro parroco che avesse avuto più motivi di me per umiliarsi, l'avrebbe preso e avrebbe fatto, attraverso di lui cento volte più del bene".
Ma, dentro questa " mistica notte ", come vive il Curato d'Ars? Anzitutto egli non è certo uno che perda tempo a leccarsi le ferite (come avviene inevitabilmente quando, invece che di umiltà sacra, si tratta solo di complessi psichici).
Piuttosto offre la sua intera umanità al servizio di Dio. Anzitutto con la coscienza di doversi " sacrificare ".
Ancor oggi, la vista degli strumenti di penitenza da lui usati, il racconto dello stile di vita che scelse per sé, dei digiuni praticati, delle veglie, dell'assenza di ogni benché minimo conforto fisico, desta impressione.
Se dorme pochissime ore sulle nude assi, se si ciba pochissimo attingendo ad una pentola di patate bollite che gli deve durare parecchi giorni, se si flagella fino a svenire, lo fa soprattutto perché è parroco è, dunque, tocca a lui chiedere perdono per i peccati dei suoi figli; perché confessa molto, e tocca a lui fare quella penitenza che per i peccatori sarebbe troppo pesante anche se meritata.
" Mio Dio, concedetemi la conversione della mia parrocchia. Io sono disposto a soffrire tutto quello che Voi vorrete, per tutta la durata della mia vita... purché si convertano ".
D'altra parte, se egli non avesse dominato a tal punto il suo corpo e la sua sensibilità, come avrebbe potuto resistere ad una vocazione che l'inchioderà per più di vent’anni a confessare, ininterrottamente, fino ad estenuarsi per 15-17 ore al giorno, senza riuscire mai ad esaurire la fila di penitenti che giunge da tutta la Francia e chiede insistentemente di essere ascoltata?
Nella vita dei Santi, ogni particolare, per non apparire ambiguo, deve essere guardato tenendo conto di tutto il disegno che Dio ha su di loro.
In secondo luogo, il Curato d'Ars vive con la preoccupazione di dover essere, per i suoi fedeli, il buon pastore.
Anzitutto istruirli.
Il parroco che lo ha preceduto, in una sua relazione, ha lasciato scritto che la gente del posto era così ignorante, così priva di istruzione religiosa, che la maggioranza dei bambini " da null'altro si differenzia dagli animali, se non per il Battesimo ". E, lo stesso vale anche per gli adulti maschi, ormai lontani dalla Chiesa o comunque passivi frequentatori, e di rado.
Li incontra dovunque, li conosce uno per uno, li trattiene in Chiesa con prediche che durano anche un'ora. A volte si confonde. A volte si commuove. A volte si interrompe e, indicando il Tabernacolo dice, con un tono che dà struggimento: " Egli è là ".
Parla con loro a tu per tu, usando il loro linguaggio, i loro paragoni. Bisogna andare piano a dire che il Curato d'Ars non fosse intelligente. Le sue prediche rivelano una vivacità di linguaggio e di impostazione da destare stupore.
Ecco come parla ai suoi fedeli della loro svogliata preghiera, descrivendo una famiglia-tipo :
" In casa, non pensano minimamente a recitare il 'benedicite' prima di mangiare, né la preghiera di ringraziamento dopo, e neppure l'Angelus. E ammesso che le dicano per una vecchia abitudine, a vederli vi sentireste male: le donne le recitano mentre spicciano e chiamano a voce alta i figli ed i domestici, gli uomini mentre girano tra le mani il berretto o il cappello quasi per accertarsi se c'è qualche buco
Pensano al Signore come se abbiano la certezza che Egli non esiste affatto e sia una cosa da ridere ".
E ancora sull'amore di Dio:
" Nostro Signore è sulla terra come una madre che porta il sua bambino in braccio. Questo bambino è cattivo, dà calci alla madre, la
morde, la graffia, ma la madre non ci fa nessun caso; ella sa che se lo molla, il bambino cade, non può camminare da solo.
Ecco come è nostro Signore; Egli sopporta tutti i nostri maltrattamenti, sopporta tutte le nostre arroganze, ci perdona tutte le nostre sciocchezze, ha pietà di noi malgrado noi ".
E ancora sull'orgoglio:
" ecco dunque un tale che si tormenta, che si agita, che fa chiasso, che vuole dominare su tutti, che si crede qualche cosa, che sembra voler dire al sole: 'togliti di lì, lasciami illuminare il mondo al tuo posto!...'. Un giorno quest'uomo orgoglioso sarà ridotto tutt'al più ad un pizzico di cenere che sarà portata via di fiume in fiume... fino al mare ".
Questa è la cultura pastorale del Curato d'Ars.
Altre volte dice loro:
" Non vediamo l'ora di sbarazzarci del Signore come di un sassolino nella scarpa".
oppure:
" Il povero peccatore è come una zucca che la massaia spacca in quattro e la trova piena di vermi ".
oppure:
" I peccatori sono neri come i tubi della stufa ".
Ma un conto è fare un elenco di frasi, un conto è vedere e sentire come queste frasi gli nascono dal cuore, come gli scavano l'anima.
Il fatto è che tutti uscivano di chiesa dicendo: " Nessun sacerdote ha mai parlato di Dio come il nostro Curato ".
Il suo stesso Vescovo diceva: " Si dice che il Curato d'Ars non sia istruito, io non so se sia vero, però so di sicuro che lo Spirito Santo si incarica di illuminarlo ".
La sua attività pastorale (oltre alla costruzione di un orfanotrofio per bambine e poi di un Istituto per l'istruzione dei ragazzi) riguarda tre aspetti della vita parrocchiale che egli identificò subito come segni della profonda scristianizzazione a cui la Francia di allora veniva assoggettata.
Da un lato: il lavoro nei giorni di festa e l'abitudine di bestemmiare, come segni emergenti di un ateismo pratico con cui si nega di fatto quel Dio a cui pur si dice di credere.
Il Curato sa che, per i suoi contadini, lavorare di festa vuol dire attaccamento al denaro, vuoi dire disumanizzazione del tempo e della vita. Non per nulla i signori di Parigi stanno nel frattempo tentando di abolire le feste e le domeniche per sostituirle col decadì, un giorno di laico riposo ogni dieci, purché ci si dimentichi del giorno del Signore e dei Santi.
Giovanni Maria Vianney non ha pace finché nel questionario della sua parrocchia non potrà scrivere che nei giorni di festa si lavora " raramente " " e fin quando degli stranieri di passaggio non resteranno meravigliati a vedere tre carrettieri, alle prese con un cavallo imbizzarrito che rovescia il carico, e che, tuttavia, non si spazientiscono né bestemmiano.
Ne sono così impressionati che lo annotano come una notizia da raccontare in giro.
L'altra lotta del Santo Curato è contro le bettole che egli definisce " le botteghe del diavolo " la scuola in cui l'inferno propone ed insegna la sua dottrina, il luogo in cui si vendono le anime, dove le famiglie si distruggono, dove la salute si altera, dove iniziano i litigi e dove si commettono gli assassini ".
Prima di sorridere, pensiamo ad un paesino di 270 abitanti, con 40 case, tra cui ci sono ben 4 osterie, due delle quali addossate alla chiesa.
Pensiamo ad esse come al luogo alternativo alla Chiesa nei giorni di domenica e alternativo alle proprie case durante le lunghe sere e le notti. Pensiamo ad esse come al luogo in cui si smercia l'unica droga d'ora possibile, il vino; dove si perde il denaro guadagnato per la famiglia e dove, nel corso di ubriacature cattive, si alimentano odi e risse.
La predicazione e l'intervento del Curato sono così decisivi che prima sono costrette a chiudere le due bettole vicine alla chiesa e poi le più discoste.
E nel futuro, altri sette tentativi di aprirne di nuove, andranno i monte.
La terza questione pastorale è quella del " ballo": il Curato d'Ars dice che il diavolo circonda le danze come un muro chiude un giardino, e le persone che vi entrano "lasciano il loro Angelo Custode alla porta, mentre il demonio si incarica di sostituirlo, sicché ad un certo punto ci sono in sala tanti demoni quanti ballerini ".
Nella situazione del tempo, il ballo paesano e le scorrerie di ballerini da un paese all'altro sono pressoché l'unico concretissimo veicolo con cui riesce ad imporsi una certa disonestà di atteggiamenti e di costumi, che la famiglia non riesce ad arginare. E per quanto si voglia essere moderni, l'impurità dei giovani, le infedeltà coniugali e la lussuria mimata o mimetizzata per mezzo di certi balli, non sono mai state virtù cristiane, neanche oggi.
Anche questi vizi sociali scompaiono pian piano quasi interamente per l'amore e il rispetto che la gente porta a quel sant’uomo che per loro prega e fa penitenza.
Ma soprattutto l'azione educativa del santo Curato avviene nel confessionale.
Verso il 1827 comincia a diffondersi la sua fama a santità All'inizio sono quindici o venti pellegrini al giorno. Nell'anno 1834 se ne contano trentamila all'anno che diventeranno, negli ultimi anni della sua vita, da ottantamila a centomila.
Fu necessario stabilire un servizio regolare giornaliero di trasporti da Lione ad Ars. Anzi, si dovette aprire alla stazione di Lione uno sportello speciale che vendeva biglietti di andata e ritorno per Ars, della durata di Otto giorni (biglietti che allora erano un'eccezione), dato che ci voleva in media una settimana per riuscire a confessarsi.
E cominciò così la vera missione del Curato d'Ars: il suo " martirio del confessionale ".
Negli ultimi vent'anni vi restò in media 17 ore al giorno, cominciando verso l'una o le due di notte nella bella stagione, o verso le quattro nella stagione cattiva, finendo a tarda sera.
Le uniche interruzioni erano per la celebrazione della Messa, la recita del breviario, il catechismo e qualche minuto per un po' di cibo.
Nell'estate l'atmosfera era così soffocante che i pellegrini dovevano, a turno, andar fuori a respirare per poter resistere; d'inverno il gelo tormentoso:
"Gli ho domandato come potesse restar tante ore così, con un tempo così rigido, senza avere nulla per scaldarsi i piedi ". " Amico mio mi disse il fatto è che da Ognissanti a Pasqua, io i piedi non li sento affatto ".
Ma questo sacrificio di essere lì, quasi trascinato e inchiodato dalla folla, con qualunque tempo e in qualunque ora, non era ancora la sofferenza maggiore.
La sofferenza era l'ondata di peccati di male, che si riversava su di lui come un mare di fango opprimente.
Tutto quello che io so del peccato diceva l'ho imparato da loro .
Li ascoltava, leggeva in loro come in un libro aperto, ma soprattutto li convertiva.
Spesso aveva tempo solo per pochissime parole e negli ultimi anni aveva una voce così flebile che sì faticava a sentirlo. Eppure i penitenti uscivano sconvolti dal suo confessionale.
" Se il Signore non fosse così buono diceva ma invece lo è tanto ! Che male vi ha fatto nostro Signore perché dobbiate trattarlo in questo modo! "
oppure:
" Perché mi hai offeso tanto? Ti dirà un giorno nostro Signore, e non saprai cosa rispondergli ";
Spessissimo, soprattutto quando si trovava davanti peccatori scarsamente consapevoli del proprio peccato e dunque scarsamente pentitevi Santo Curato cominciava lui a piangere. Ed era un'esperienza indicibile quella di vedere, con i propri occhi, un vero dolore, una vera sofferenza, una vera passione come oggettivati, resi " esperienza ": come se per un istante tu potessi intravedere la pena di Dio per il tuo male, incarnata nel volto del sacerdote che ti confessa.
Predicando un ritiro per i sacerdoti, proprio sul piazzale di Ars, l'ottobre scorso, Giovanni Paolo Il ha parlato loro della necessità di ridare ai fedeli questa esperienza di perdono.
Ha detto:
" So che voi incontrate molte difficoltà: la mancanza di Sacerdoti e soprattutto la disaffezione dei fedeli al Sacramento del Perdono. Dite:
" da molto tempo non vengono più a confessarsi! " E’ proprio questo il problema. Non nasconde forse questo una mancanza di fede, una mancanza del senso del peccato, del senso della mediazione di Cristo e della Chiesa, un disprezzo verso una pratica di cui si sono trattenute solo le deformazioni legate all'abitudine?
Notiamo che il suo Vicario Generale aveva detto al Curato d'Ars:
" Non c'è molto amore di Dio in questa Parrocchia, voi ne metterete ". E il Santo Curato ha trovato anch'egli penitenti poco fervorosi. Grazie a quale segreto egli attirava allo stesso tempo credenti e non credenti, santi e peccatori? In realtà il Curato d'Ars che era rude in talune predicazioni, per fustigare il peccato, era, come Gesù, molto misericordioso nell'incontro con ciascun peccatore. L'Abate Monnin diceva di lui:
" è un focolare di tenerezza e di misericordia. Ardeva della misericordia di Cristo "
Era diventato un vecchio di 73 anni, dai lunghi capelli bianchi, con un corpo diafano e consumato, e gli occhi sempre più profondi e luminosi; in quell'estate caldissima del 1859, il 4 agosto, morì senza agonia, senza paura " come una lampada che non ha più olio ", " avendo, dice un testimone, negli occhi una straordinaria espressione di Fede e di felicità ".
I suoi parrocchiani, tutti ammassati attorno alla sua povera canonica, avevano addirittura avvolto tutto l'edificio con dieci teli che bagnavano periodicamente, perché lui non dovesse soffrire troppo quel caldo opprimente, almeno in quegli ultimi giorni.
Per dieci giorni e per dieci notti le spoglie mortali dovettero restare esposte in quella cappella dove egli aveva tanto confessato e i pellegrini sfilarono ininterrottamente a migliaia.
Sempre in quel discorso pronunciato ad Ars qualche mese fa, il Papa, parafrasando il titolo di un noto romanzo italiano, ma in senso opposto, disse:
" Cristo si è veramente fermato ad Ars, all'epoca in cui vi era curato Jean Marie Vianney. Sì, si è fermato e ha visto le folle degli uomini e delle donne del secolo scorso stanche e sfinite come pecore senza pastore. Cristo si è fermato qui come il Buon Pastore. Un buon pastore, secondo il cuore di Dio, diceva Jean Marie Vianney, è il più grande tesoro che Dio possa accordare ad una parrocchia, è uno dei doni più preziosi della misericordia divina ".
Di tutto ciò abbiamo bisogno anche in questi nostri giorni.
Dardilly (Lione, Francia), 8 maggio 1786 - Ars-sur-Formans (Ain, Francia), 4 agosto 1859
Giovanni, «curato» di Ars per un quarantennio, attirò moltitudini di persone di ogni estrazione sociale con le sue catechesi e con il ministero della riconciliazione. Uomo di austera penitenza, unì alla profonda vita interiore, incentrata nell'Eucaristia, un generoso impulso caritativo. E' modello della cura d'anime nella dimensione parrocchialewww.santiebeati.it/dettaglio/23900
Sant' ARISTARCO Discepolo di san Paolo
www.santiebeati.it/dettaglio/90683 Sant’ ELEUTERIO Martire + Tarsia, Turchia, 305/310 Eleuterio era senatore e morì a Costantinopoli decapitato per ordine dell'imperatore Massimiano Galerio tra il 305 e il 310. Di lui non si conoscono né i genitori ... www.santiebeati.it/dettaglio/93036 Santi CRESCENZIONE E GIUSTINO Martiri www.santiebeati.it/dettaglio/65410 Santa IA Martire in Persia www.santiebeati.it/dettaglio/65420 Sant' EUFRONIO DI TOURS Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65430 Sant' ONOFRIO Eremita www.santiebeati.it/dettaglio/65440 San RAINERIO (RANIERO) DI CAGLI Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65460 Beata CECILIA CESARINI Vergine Roma, 1200 circa - Bologna, 1260 Diana degli Andalò (Bologna, 1200 circa - 10 giugno 1236) e Cecilia Cesarini (Roma, 1200 circa - Bologna, 1260) sono figure insigni di quella fioritura verginale che accompagnò la ... www.santiebeati.it/dettaglio/56790 Beato GUGLIELMO (WILLIAM) HORNE Monaco certosino, martire † Londra, 4 agosto 1540 www.santiebeati.it/dettaglio/90547 Beati GIUSEPPE BATALLA PARRAMON, GIUSEPPE RABASA BETANACHS ED EGIDIO RODICIO RODI Salesiani, martiri + Barcellona, Spagna, 4 agosto 1936 www.santiebeati.it/dettaglio/92926 Beato ENRICO GIUSEPPE (HENRYK JOZEF) KRZYSZTOFIK Sacerdote e martire Zachorzew, Polonia, 22 marzo 1908 – Dachau, Germania, 4 agosto 1942 Henryk nacque nel 1908 a Zachorzev in Polonia. Nell 1927 vestì l’abito cappuccino e prese il nome religioso di Enrico. Dopo gli studi, tornò in Polonia, a Lublino, dove fu nominato... www.santiebeati.it/dettaglio/92955 Beato GUNDISALVO (GONSALVO) GONZALO Martire www.santiebeati.it/dettaglio/65470 Beati GIOVANNI DELLA CROCE ED EGIDIO DA SIVIGLIA Mercedari
+ 1327
Inviati in redenzione a Granada (Spagna), nel 1324, nel periodo che questo regno moro era in subbuglio per la morte del sultano Ismael, il quale era stato assassinato. I due merced...
Primo vescovo di Napoli, visse tra la fine del I secolo e gli inizi del II, epoca a cui si fanno risalire gli inizi della Chiesa partenopea. Vari antichi documenti, tra i quali il Calendario marmoreo di Napoli, fissano la durata del suo episcopato in 23 anni. Secondo una leggenda si sarebbe convertito dopo essere stato guarito da san Pietro, che lo consacrò poi vescovo. Fece costruire l'oratorio di Santa Maria del Principio, su cui sarebbe poi sorta la basilica di Santa Restituta e la chiesa di San Pietro ad aram. Dopo san Gennaro è il secondo dei 47 protettori di Napoli i cui busti sono custoditi nella Cappella del tesoro in Duomo, dove sarebbe anche conservato il bastone con cui san Pietro lo guarì. Nella città, in epoche diverse, furono elette due chiese in suo onore e una cappella gli è dedicata nell'antichissima basilica di Santa Restituta. È invocato contro l'emicrania e la sua festa liturgica viene ricordata nel Martirologio romano e nel Calendario marmoreo al 3 agosto.
www.santiebeati.it/dettaglio/90841 San MARTINO Eremita 500 - 3 agosto 580 www.santiebeati.it/dettaglio/92491 Sante LICINIA, LEONZIA, AMPELIA E FLAVIA Vergini di Vercelli Seconda metà del V secolo www.santiebeati.it/dettaglio/92872 San PIETRO DI ANAGNI Vescovo + 1105 San Pietro de’ Principi di Salerno, monaco benedettino, fu eletto dal clero e dal popolo alla cattedra episcopale di Anagni dopo la morte del vescovo Bernardo. Fu consacrato a Roma... www.santiebeati.it/dettaglio/93385 Sant' EUFRONIO DI AUTUN Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65390 Beato AGOSTINO KAZOTIC Domenicano Trau, 1260 c. - Lucera, 1323 Agostino Kazotic nacque da famiglia patrizia a Traù, in Dalmazia. Entrò nell'Ordine Domenicano a 15 anni. Nel 1286 fu mandato a Parigi per perfezionare i suoi studi. Al ritorno com... www.santiebeati.it/dettaglio/90791 Beato FRANCESCO (FRANCISCO) BANDRéS SANCHEZ Sacerdote salesiano e martire Hecho, Spagna, 24 aprile 1896 – Barcellona, Spagna, 2 agosto 1936 www.santiebeati.it/dettaglio/92916 Beati ALFONSO LOPEZ LOPEZ E MICHELE REMON SALVADOR Francescani, martiri + Samalus, Spagna, 3 agosto 1936 Religiosi francescani fucilati a Samalùs, Spagna, durante la Guerra Civile. www.santiebeati.it/dettaglio/93132 Beato SALVATORE FERRANDIS SEGUI' Sacerdote e martire www.santiebeati.it/dettaglio/93448 Beato FULGENZIO DA QUESADA Mercedario XIII secolo Generoso mercedario di nobili origini, il Beato Fulgenzio de Quesada, fu inviato da San Pietro de Amer per la provincia di Castiglia a redimere in Marocco. Dopo aver sofferto molti... www.santiebeati.it/dettaglio/94560 Beato LUIGI DE ORTOFIN Mercedario Famoso per lo zelo nella fede, la santità della vita ed i miracoli, il Beato Luigi de Ortofin, spinto da un grandissimo amore verso gli schiavi, rimase per 15 anni come ostaggio in... www.santiebeati.it/dettaglio/94561
La Mure d'Isére, Francia, 4 febbraio 1811 - 1 agosto 1868
Pietro Giuliano mosso da una grande passione per il mistero eucaristico, scoprì la sua missione nella Chiesa: essere l'apostolo dell'Eucaristia. A questo scopo fondò due famiglie religiose: la Congregazione del SS. Sacramento (1856) e le Ancelle del SS. Sacramento (1859). Convinto che l'Eucaristia é la forza di rinnovamento per la Chiesa e la società, promosse l'amore al SS. Sacramento nei fedeli di ogni ceto e lanciò a questo scopo diverse iniziative. Fu proclamato santo da Giovanni XXIII il 9 dicembre 1962.
www.santiebeati.it/dettaglio/28550 Sant' EUSEBIO DI VERCELLI Vescovo Sardegna, inizio IV secolo - Vercelli, 1 agosto 371/372 Il primo vescovo del Piemonte nacque in Sardegna tra la fine del III e l'inizio del IV secolo. Durante gli studi ecclesiastici a Roma si fece apprezzare da papa Giulio I che verso ... www.santiebeati.it/dettaglio/28500 Santo STEFANO I Papa m. 257 Romano, papa dal 12 marzo 254 al 2 agosto 257, fu sepolto nel Cimitero di Callisto sulla via Appia e da Paolo I trasferito, il 17 agosto 761, a S. Silvestro in Capite. Fu molto ... www.santiebeati.it/dettaglio/89023 Sant' ALFREDA (ETELREDA) DI CROWLAND Monaca Benedettina Mercia (Gran Bretagna), VIII secolo - Crowland (Inghilterra), 833 ca. Alfreda è uno dei sei -sette nomi con cui è conosciuta santa Eteldreda, reclusa a Crowland in Inghilterra. Nacque nell'VIII secolo Dopo essere stata fidanzata di Etelberto, re dell... www.santiebeati.it/dettaglio/90304 San BASILIO IL BENEDETTO Taumaturgo russo 1468 - 1552 Basilio nacque nel dicembre 1468 da genitori contadini, in un sobborgo alla periferia di Mosca, fu avviato al mestiere di calzolaio, ma già da fanciullo dimostrò di apprezzare la p... www.santiebeati.it/dettaglio/90961 Sant' HABIB Figlio di Gamaliele il Vecchio Kefar-Gamla (Gerusalemme) - I secolo www.santiebeati.it/dettaglio/91567 PERDONO DI ASSISI (INDULGENZA DELLA PORZIUNCOLA) www.santiebeati.it/dettaglio/91703 San SERENO DI MARSIGLIA Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/92048 San RUTILIO Martire www.santiebeati.it/dettaglio/65310 Santa CENTOLLA Martire www.santiebeati.it/dettaglio/65320 San MASSIMO DI PADOVA Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65330 San BETARIO DI CHARTRES Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65340 San PIETRO DI OSMA Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65370 Beato ZEFFIRINO (CEFERINO) GIMENEZ MALLA Martire Benavent de Sangría, Spagna, 26 agosto 1861 - Barbastro, Spagna, 2 agosto 1936 Uno zingaro sugli altari! Ceferino Giménez Malla detto "El Pelé", nato a Benavent de Lérida nel 1861 e fucilato presso il cimitero di Barbastro ne... www.santiebeati.it/dettaglio/90025 Beato FEDERICO CAMPISANI Eremita Siracusa, 1250/1260 - 2 agosto 1335 www.santiebeati.it/dettaglio/90254 Beata GIOVANNA D'AZA Madre di S. Domenico Aza (Spagna), 1140 circa – Caleruega (Spagna), 1190/1200 circa Discendente della nobiltà castigliana, nata ad Aza, vide i suoi tre figli ascendere l’altare: Antonio, Mannes e Domenico. Quest’ultimo sembra aver occupato un posto di predilezione... www.santiebeati.it/dettaglio/90790 Beato GIUSTINO MARIA RUSSOLILLO Sacerdote e fondatore Pianura - Napoli, 18 gennaio 1891 - 2 agosto 1955 www.santiebeati.it/dettaglio/91501 Beato FRANCESCO CALVO BURILLO Sacerdote domenicano, martire Híjar, Spagna, 21 novembre 1881 - 2 agosto 1936 www.santiebeati.it/dettaglio/9323 Beato FRANCESCO TOMAS SERER Sacerdote e martire www.santiebeati.it/dettaglio/93477 Beati FILIPPO DI GESU'MUNARRIZ AZCONA, GIOVANNI DIAZ NOSTI E LEONZIO PEREZ RAMOS www.santiebeati.it/dettaglio/65380
Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Vescovo e dottore della Chiesa
Napoli, 1696 - Nocera de' Pagani, Salerno, 1 agosto 1787
Già avvocato del foro di Napoli, lasciò la toga per la vita ecclesiastica. Vescovo di sant'Agata dei Goti e fondatore dei Redentoristi (1732), attese con grande zelo alle missioni al popolo, si dedicò ai poveri e ai malati, fu maestro delle scienze morali, che ispirò a criteri di prudenza pastorale, fondata sulla sincera ricerca oggettiva della verità, ma anche sensibile ai bisogni e alle situazioni delle coscienze. Compose scritti ascetici di vasta risonanza. Apostolo del culto all'Eucaristia e alla Vergine, guidò i fedeli alla meditazione dei novissimi, alla preghiera e alla vta sacramentale.
San LEO (LEONE) DI MONTEFELTRO Vescovo Nel 257 due cristiani di nome Leone e Marino, provenienti dall’isola di Arbe in Dalmazia, giungono a Rimini attratti dall’opportunità di lavorare come scalpellini. Accanto al lavor... www.santiebeati.it/dettaglio/65150 San BUONO Martire m. 259 www.santiebeati.it/dettaglio/90329 Santi MACCABEI, SETTE FRATELLI Martiri m. 168 a.C. (?) www.santiebeati.it/dettaglio/90530 San RUBIL (RUBEN) Monaco www.santiebeati.it/dettaglio/91936 Sant' ELEAZAR Scriba e martire + Antiochia, Siria, II secolo a.C. Con i sette santi fratelli Maccabei è festeggiato oggi anche Sant’Eleazar, scriba anziano e rispettato, che rifiutò di mangiare carne sacrilega per amore della vita, preferendo una... www.santiebeati.it/dettaglio/93011 San FELICE DI GERONA Martire www.santiebeati.it/dettaglio/65170 Sant' ESSUPERIO DI BAYEUX Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65190 San SEVERO Venerato presso Auch www.santiebeati.it/dettaglio/65210 Santi FRIARDO E SECONDELLO Eremiti www.santiebeati.it/dettaglio/65220 San GIONATO Abate www.santiebeati.it/dettaglio/65230 Sant' ETHELWOLD (ETELVOLDO) Vescovo www.santiebeati.it/dettaglio/65240 Santi DOMENICO NGUYEN VAN HANH (DIEU) E BERNARDO VU VAN DUE Martiri Sacerdoti domenicani decapitati durante la persecuzione in Vietnam. www.santiebeati.it/dettaglio/65280 Beato GIOVANNI BUFALARI DA RIETI Castel Poschiano, Amelia, 1318 - Rieti, 1336 Nacque verso il 1318 a Castel Poschiano, presso Amelia, in Umbria.Entrò molto giovane nell’Ordine agostiniano, distinguendosi per semplicità e innocenza di vita e per amore e servi... www.santiebeati.it/dettaglio/90158 Beata MARIA STELLA DEL SS. SACRAMENTO (ADELAIDE) MARDOSEWICZ E 10 COMPAGNE Martiri www.santiebeati.it/dettaglio/90713 Beata BERTA Badessa di Cavriglia 1106 c. - 1163 Nacque nel 1106, entrò giovanissima nel monastero delle benedettine vallombrosane di Santa Felicita di Firenze e qui si fece notare per la grande santità dimostrat... www.santiebeati.it/dettaglio/90839 Beato RODOLFO Monaco vallombrosano m. 2 nov 1076 www.santiebeati.it/dettaglio/90857 Beato PIETRO FAVRE Gesuita Villaret, Savoia, 13 aprile 1506 - Roma, 1 agosto 1547 Il 22 luglio 1534 Pietro celebra la prima Messa, e il 15 agosto successivo è ancora lui a salire l’altare, nella chiesa di Santa Maria a Montmartre, quando sette giovani con alla t... www.santiebeati.it/dettaglio/90923 Beato ORLANDO Eremita www.santiebeati.it/dettaglio/91092 Beato EMERICO DI QUART Vescovo di Aosta m. 1 settembre 1313 www.santiebeati.it/dettaglio/91188 Beata CHIARA, VENERATA AD ORLEANS Monaca cistercense † Orléans (Francia), sec. XII www.santiebeati.it/dettaglio/91829 Beato ALESSIO SOBASZEK Sacerdote e martire Przygodzice Wielkie, Polonia, 17 luglio 1895 – Dachau, Germania, 1° agosto 1942 Sacerdote diocesano. Fu beatificato da Giovanni Paolo II a Varsavia (Polonia) il 13 giugno 1999 con altri 107 martiri polacchi. www.santiebeati.it/dettaglio/93052 Beato BENVENUTO MARIA DA DOS HERMANAS (GIUSEPPE DE MIGUEL ARAHAL) Sacerdote e martire www.santiebeati.it/dettaglio/93475 Beato TOMMASO WELBOURNE Martire www.santiebeati.it/dettaglio/65270 Beato NICOLA DE LA TORRE MERINO Coadiutore salesiano, martire Béjar, Spagna, 4 marzo 1892 - Madrid, Spagna, primi di agosto del 1936 www.santiebeati.it/dettaglio/94024